Viviamo momenti difficili in ambito nazionale e internazionale. Le guerre di Ucraina e della Palestina suscitano preoccupazione, senza parlare delle guerre nascoste in Nigeria, Sud Sudan, in Asia. Assistiamo alle riprese televisive come fossero sceneggiate: coinvolgono invece morti, distruzioni, odio, con la generica speranza della pace.
In ambito nazionale i problemi sono di tenuta del benessere, auspicato da tutti, ma non raggiunto in settori strategici: lavoro, sanità, case, pensioni, istruzione, ambiente. Grandi capitoli che la coscienza della popolazione non avverte, accontentandosi della cronaca nera che ogni giorno l’informazione privata e pubblica offre: uccisioni, femminicidi, incidenti, risse e accoltellamenti, con vittime giovani e grandi, senza condivisione e misura. Senza parlare del mondo della finanza: un coacervo di interessi lasciando alla sopravvivenza milioni di persone.
Chi è ultimo (disabili, anziani, poveri, immigrati) non ha nemmeno la consolazione di essere considerato. Addirittura è colpevolizzato perché è nella condizione di bisogno. Il mondo che si dichiara cristiano è lì che riflette, senza reagire. Non sa che cosa pensare e soprattutto che fare. Gli slogan sono pace, uguaglianza, fraternità, ma l’azione stenta. Solo qualche scalcinato gruppo di antagonisti si appella ad azioni violente, per il solo gusto di distruggere. E’ un problema serio perché, all’orizzonte, non si intravvede la strada da percorrere. Il benessere è l’unico obiettivo da perseguire, senza purtroppo azioni adeguate per renderlo fruibile. Se il piacere è desiderato, non si considera che la felicità presuppone programma, servizi, parità, sacrifici. Da qui leggerezze che scatenano tragedie.
La strada da percorrere è una vita morigerata: parte dal creare ricchezza, con giustizia senza sfruttamenti e con limiti che solo l’individuo può autoimporsi. Le istituzioni, la scuola, il senso civico, la religione sono state abbandonate: navigare senza regole non è possibile. Ogni azione benevola in sé, se non controllata, diventa ostacolo e crea, purtroppo, vittime.