“Senza conservanti”, la rubrica di Vinicio Albanesi. N.129 – ESTATE DI SAN MARTINO

La tradizione vuole che intorno all’11 Novembre, festa di San Martino, si verifichi una pausa di temperature più miti rispetto ai primi freddi dell’autunno. Anche quest’anno si è ripetuta la circostanza. Durante questa periodo inizia la raccolta delle castagne, con saghe, feste e fruizione del frutto. La festa è accompagnata da una eccezionalità preoccupante. L’Italia sembra spaccata in due: al nord piogge e inondazioni, al sud imperversa la siccità. Il terrore è che inizi per il sud d’Italia la desertificazione vera e propria. Eppure, nonostante segnali di cambiamento climatico, la problematicità è sottostimata. E’ vero che è la soluzione è complessa, difficile da affrontare e lunga da perseguire.

Meraviglia che la coscienza sociale che non abbia ancora preso in carico la problematica. Con trascuranza non sempre giustificabile, anche amministrazioni sensibili, non hanno ancora affrontato una politica di prevenzione: gli stessi torrenti e fiumi continuano a inondare case, garage e negozi. Le risorse impiegate per gli aiuti e i risarcimenti potrebbero essere utilizzati per sistemazioni stabili ed efficaci. A volte è molto difficile trovare soluzioni per scelte fatte decenni indietro. Con leggerezza si è permesso di costruire, cementificare zone sicuramente insicure. La cultura laica e quella religiosa non aiutano all’attenzione dei cambiamenti climatici.

Eppure Papa Bergoglio ha scritto una intera enciclica «Laudato si» sulla tutela del creato. Ha invocato con passione di preoccuparsi della salute della terra: «Rivolgo un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta. Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti. Il movimento ecologico mondiale ha già percorso un lungo e ricco cammino, e ha dato vita a numerose aggregazioni di cittadini che hanno favorito una presa di coscienza. Purtroppo, molti sforzi per cercare soluzioni concrete alla crisi ambientale sono spesso frustrati non solo dal rifiuto dei potenti, ma anche dal disinteresse degli altri».

La speranza è che non si giunga a un vero cataclisma con molte perdite umane perché si giunga alla sensibilità della salute del nostro mondo.