E’ in atto una lunga discussione sull’intelligenza artificiale, tra occasione da non perdere o la rovina del controllo di dati acquisiti anonimamente. Comitati, riflessioni, appelli e anche giudizi diversi si susseguono quasi fosse una scoperta epocale. In realtà è la prosecuzione dell’invenzione della rete degli anni ’60, con la creazione del www (word wide web) del 1991.
A mente fredda i termini del funzionamento dell’intelligenza sono i dati raccolti in enormi siti e gli algoritmi inventati per mettere in relazione le notizie raccolte. Il tutto rendendo veloci le connessioni. C’è chi raccoglie le notizie e chi decide gli algoritmi necessari per le ricerche e le risposte. Cliccando su un motore di ricerca si è in grado di avere dettagli su un personaggio, una data, una storia, un macchinario, che cosa si mangia in un paese lontano.
Indubbiamente si hanno a disposizione notizie da subito, a differenza di ieri, una volta cercate nei numerosi volumi delle Enciclopedie cartacee. Con una variante non di poco peso: non si conoscono le fonti della notizia fornita. Può essere generica, scientifica, di parte, anche falsa. Infine, considerati gli investimenti necessari, le redini della gestione e quindi della sostanza dell’intelligenza artificiale rimane in mano a chi ha grande risorse.
Prima le fonti energetiche fossili, poi le fonti alternative, ora in mano a pochi sono anche gli sviluppi della tecnica, della cultura, della scienza. Il meccanismo della disuguaglianza si ripete, anzi si accelera. Controllare l’intelligenza artificiale non sarà facile, almeno fino a che resterà senza controlli. Non solo: l’utilizzo improprio può discostarsi dall’etica professionale e giuridica, con conseguenze non sempre utili alla collettività.
Sarà necessaria la conoscenza dei meccanismi di costruzione della raccolta dati, permettendo la libertà di ricerca, accompagnata dagli oneri di trasparenza, di onestà e di benessere. Si sono già aperte contestazioni sui diritti di proprietà: non può essere dimenticato chi ha studiato, creato, diffuso notizie e scoperte. Si tratta di un’appropriazione indebita che non può essere sottaciuta.