“Senza conservanti”, la rubrica di Vinicio Albanesi. N.120 – CANDIDATI

Nei prossimi mesi si svolgeranno in Italia le elezioni politiche in alcune Regioni. Si notano campagne elettorali con grandi partecipazioni, anche se i cittadini che vanno a votare sfiorano appena il cinquanta per cento degli aventi diritto. Ciò che colpisce non è la presenza dei big dei grandi partiti, ma le liste dei candidati aggregate a ciascun capolista. Alcune tra esse sono da appoggio ai partiti nazionali, altre sono minoritarie, ma non per questo scoraggiate. Dicono che sia complesso il meccanismo di accreditamento dei voti per l’elezione di ciascun candidato. Impressionante è il numero di persone che si sono iscritte negli elenchi ufficiali. Sono uomini e donne appartenenti al territorio, molte sconosciute, nonostante i confini ristretti delle Provincie.

La campagna elettorale è diventata aggressiva. Sono arrivati ad una pubblicità sul cellulare tipo le offerte telefoniche o di investimento di denaro. Tramite segretarie/segretari ti chiedono di volerti incontrare, pur non avendo idea di chi e di che cosa dovrebbero venire a parlarti. Un bisogno estremo di vedere scritto il proprio nome sulla scheda elettorale.

Sorge il fondato dubbio che gli aspiranti consiglieri regionali pensino a se stessi invece che al bene comune. Provenienti da professioni disparate; senza preparazione specifica; senza esperienza nella gestione pubblica desiderano essere eletti. Forse per i ricavi di una eventuale elezione, forse per richiedere favori dagli eletti o semplicemente per far conoscere al “mondo” la propria esistenza.

Si parla spesso della diffidenza della popolazioni verso la politica. E’ la conseguenza dello sfilacciamento dell’interesse alla cosa pubblica e dei suoi rappresentanti. La competizione elettorale si è ristretta a slogan, frasi fatte, commenti estemporanei. Mai che si affrontino problemi seri quali il lavoro, l’immigrazione, l’invecchiamento della popolazione, la sanità, la scuola.

E’ più bravo chi sa interloquire non raccontando quasi nulla di politiche serie che riguardano le singole Regioni. Una tristezza a cui non puoi sottrarti; tenti di scegliere tra chi pensi che possa essere utile. La speranza che le nuove gestioni siano capaci di capire bene quali sono i problemi della Regione e quali soluzioni offrire. Vedremo.