E’ noto il comandamento caratteristico della religione cristiana: ama Dio e ama il prossimo. L’amore di Dio è già indicato nel libro del Deuteronomio, anche se la religiosità ebraica prevedeva, nella sua forma ortodossa, 613 precetti, di cui 248 positivi, 365 negativi. Essi comprendevano i dieci comandamenti, ma anche una serie di dettagli della vita privata, della famiglia e della società.
I Vangeli riferendosi alle parole di Gesù non parlano mai di precetti, ma indicano nella “regola aurea” ama Dio e ama il prossimo, la condotta religiosa morale da seguire. Si pone la domanda se ama Dio e ama il prossimo costituiscano uno solo o due comandamenti. I Vangeli Sinottici non concordano: Matteo e Marco scrivono di un secondo comandamento; l’evangelista Luca non fa distinzione e trascrive l’amore di Dio e del prossimo, senza specificare.
Non è una questione secondaria, perché tra Dio e il prossimo la distanza è infinita. L’interpretazione corrente sembra aver distinto i due comandamenti. All’amare Dio apparterebbero la preghiera, la liturgia, la devozione e ogni forma di lode diretta a Dio stesso. All’amore del prossimo apparterebbero le azioni che esprimono rispetto, solidarietà, generosità nei confronti del prossimo, chiunque esso sia (la parabola del Samaritano è illuminante).
Il Papa Benedetto XVI nell’enciclica Deus caritas est (2025) n. 18 così scrive: “Amore di Dio e amore del prossimo sono inseparabili, sono un unico comandamento. Entrambi però vivono dell’amore preveniente di Dio che ci ha amati per primo. Così non si tratta più di un «comandamento» dall’esterno che ci impone l’impossibile, bensì di un’esperienza dell’amore donata dall’interno, un amore che, per sua natura, deve essere ulteriormente partecipato ad altri. L’amore cresce attraverso l’amore. L’amore è «divino» perché viene da Dio e ci unisce a Dio e, mediante questo processo unificante, ci trasforma in un Noi che supera le nostre divisioni e ci fa diventare una cosa sola, fino a che, alla fine, Dio sia «tutto in tutti» (1 Cor 15, 28).
Per i cristiani amare il prossimo non è solo giustizia, solidarietà, fratellanza, elemosina, è qualcosa di più. E’ la testimonianza della concezione della vita religiosa che nasce da Dio e si manifesta nell’amore del prossimo. Aiutare chi è nel bisogno è un atto religioso perché fa riferimento all’amore di Dio. E’ una preghiera; è la manifestazione della presenza di Dio nella vita concreta.