Oggi, dopo il cinquantesimo giorno di Pasqua, la Liturgia dedica la festa allo Spirito Santo. I Padri Apostolici hanno detto della terza persona della Trinità che “non si vede e non si sente”.
La Sacra Scrittura utilizza allegorie per descrivere lo Spirito: fragore di vento, lingue di fuoco (Atti degli Apostoli), soffio (Vangelo di Giovanni). Graficamente è stata utilizzata la colomba, segno della fine del diluvio insieme all’arcobaleno. Forme capaci di raccontare l’opera dello Spirito, più che la sua descrizione. L’azione dello Spirito può essere compresa come l’azione di Dio che illumina, incoraggia, consola.
Illuminare
Gli Atti degli Apostoli indicano l’azione dello Spirito come capacità di linguaggio per cui ciascuno, parlando la propria lingua, era comprensibile a tutti. E’ chiamata “glossolalia”, una specie di dono che, con propria caratteristica, indica la contemplazione mistica di Dio.
Più comunemente si può interpretare l’indicazione delle lingue come testimonianza dell’allargamento dei convertiti del cristianesimo. Gli Atti degli Apostoli si presume siano stati scritti verso i 70/90 anni dopo Cristo.
La diffusione dei convertiti è rapida e lo Scrittore degli Atti si fa voce di questa missione che ottiene grandi risultati. Tra i popoli sono citati i Romani, sicuramente dopo la missione di Pietro e Paolo a Roma, capitale dell’impero
Una attenzione viene posta alla pluralità della popolazione convertita: non c’è distinzione tra giudei e “pagani”. Il cristianesimo, fin dall’inizio ha oltrepassato la linea della riservatezza del popolo ebraico per allargarsi a “tutte le genti”.
Incoraggiare
La prima Lettera ai Corinti indica l’azione dello Spirito: L’illuminazione ha molti volti. Per questo San Paolo insiste nell’unità in Dio per le missioni che ciascuno, grazia alla fede, riesce a compiere. Sarà una caratteristica del cristianesimo. Una libertà di espressione che non chiude a canoni prestabiliti, ma offre la libertà di esprimersi, secondo le propria ispirazione e missione.
La storia della Chiesa è grata nel riconoscere i vari “doni”: dalle forme degli eremiti ai cenobi di monaci, dalla vita sacerdotale a quella matrimoniale, dalle opere di contemplazione agli impegni di carità. Per ogni età, per ogni popolo, per ogni tradizione.
L’autorità della Chiesa si fa garante che i doni siano autentica espressione della Chiesa: a volte immediatamente, a volte con attenzione, correzioni e anche rifiuti.
Consolare
La terza dimensione dell’azione dello Spirito è la consolazione. Un riferimento a Dio che alimenta la dimensione spirituale, sorreggendola, guidandola: sia in termini personali che collettivi.
Significativa la sequenza dello Spirito santo quando dice:
«Consolatore perfetto,
ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.
Indicando l’azione concreta
«Lava ciò che è sórdido,
bagna ciò che è árido,
sana ciò che sánguina.
Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato».
Il messaggio è forte perché non distingue la vita in dimensione storica e spirituale, ma riunisce la vita in tutte le sue dimensioni. Ciò conferma la presenza di Dio nella sua paternità, accogliendo paure e speranze, impegno ed errori. Una vera consolazione di presenza, di aiuto e di perdono.
24 Maggio 2025 – Anno A
Festa di Pentecoste
(1Lett. At 2,11 – Salmo – 103 (104) – 2 Lett. – 1Cor 12,3b-7.12-13 – Seq. – Vangelo Gv 20,19-23 )