La domenica è dedicata alla Basilica Lateranense in quanto è la sede della Diocesi di Roma. Ha una lunghissima storia di rifacimenti. Insieme a San Pietro, a Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura è una delle quattro basiliche maggiori di Roma. Attualmente, a fianco della Chiesa vi risiede il Vicariato, il seminario della Diocesi, l’Università Lateranense. E’ il simbolo della Chiesa della Diocesi romana. Soltanto nel XX secolo la Basilica di San Pietro divenne dimora del Papa.
Le acque dal tempio
La prima lettura è tratta dall’ultimo capitolo del Libro del profeta Ezechiele. La scena vuole descrivere il paradiso, raccontato attraverso le acque che fluiscono dal tempio. Dalla terra bruciata di Israele scaturirà una nuova era, rappresentata dall’acqua del fiume che, partendo dal tempio, riporterà vita e splendore la vita della terra promessa. Non solo, ma si allargherà a tutto il mondo per diventare spazio di gioia e di salvezza. Importante il nesso tra tempio e salvezza. In altre parole dalla presenza di Dio, onorato e celebrato, scaturirà una nuova definitiva armonia.
Il salmo insiste sulla salvezza, prendendo stimolo dalla presenza dell’acqua. Il tema dell’acqua è ripreso dal Salmo 45, legandolo strettamente alla pace e allo splendore della terra promessa:
«Dio è per noi rifugio e fortezza,
aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra,
se vacillano i monti nel fondo del mare.
Un fiume e i suoi canali rallegrano la città di Dio,
la più santa delle dimore dell’Altissimo.
Dio è in mezzo ad essa: non potrà vacillare.
Dio la soccorre allo spuntare dell’alba.
Il Signore degli eserciti è con noi,
nostro baluardo è il Dio di Giacobbe.
Venite, vedete le opere del Signore,
egli ha fatto cose tremende sulla terra».
Siete il tempio di Dio
Il brano della prima ai Corinti insiste invece sulla costruzione della dimora per ogni vivente:
«Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo. Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi».
Il Vangelo scende su osservazioni del Signore a proposito del tempio. Ha rimproverato per l’uso non appropriato del Tempio del Signore. Oggi esistono due rischi a proposito del culto: la raffinatezza e, all’opposto, la trascuraggine. E’ sempre più emergente la raffinatezza: c’è chi invoca la liturgia antica. Abbigliamento, gesti, parole che, secondo questa tendenza, eleverebbe il sacro. L’altra tendenza è quella di abborracciare riti e gesti con improvvisazione e improprietà.
Il culto al Signore, alla Madonna e ai santi è un omaggio al sacro. Esige attenzione, silenzi, gioie espresse in comunione di popolo. L’attenzione è dunque posta nel saper coniugare la vita con le parole sacre, rivolte a Dio. Il culto prevede dunque rivolgere lode, ringraziamenti, impetrazioni perché le vicende siano protette e benedette da Dio. Non necessariamente esigono risposte immediate, ma rappresentano la continuità della vita terrena con la dimensione spirituale che è il regno di Dio. Le manifestazioni possono essere popolari, celebrative, contemplative. Dio legge nel cuore delle persone e sa apprezzare le buone volontà dei suoi fedeli.
9 Novembre 2025 – Anno C
Dedicazione della Basilica Lateranense
(1ª Lett. Ez 47,1-2.8-9.12 – Salmo 45 (46) . 2ª Lett. 1Cor 3,9c-11.16-17 – Vangelo Gv 2,13-22).