La liturgia di oggi, proseguendo il Vangelo di Matteo, pone il problema del senso della vita. Un tema caro a tutti. A volte vissuto con riflessione e coscienza, altre volte vissuto semplicemente, ma anche perseguendo in progetti di vita che definiscono chiaramente a quale obiettivo si da importanza. La preziosità della nostra esistenza permette di “scegliere” cosa fare nella propria vita. Non sempre i desideri sono esauditi. Una serie di circostanze misteriose guidano i nostri passi. Fanno parte dell’esistenza di ognuno, diversa per ogni storia.
Immersi nelle nostre biologie diamo senso alla vita con le scelte personali. A volte sono piccole, a volte di grande importanza. Non sapremo mai dare giustificazione delle biografie, composte da circostanze, incontri, vicende che non avranno mai risposta. Questa nostra condizione può essere gestita, anche se non completamente, dalla propria volontà.
Per chi ha fede l’esistenza, così come si presenta ha il suo autore in Dio stesso. Possiamo chiamarla in molti modi: il fato, la provvidenza, il mistero. Sicuramente non è a nostra completa disposizione. Si potrebbe dire che è segnata. La risposta è accoglierla, sentendola come dono, occasione, provvidenza, natura.
All’interno dell’accettazione esistono margini di scelta: per qualsiasi condizione e qualsiasi storia. Può essere felice, libera, oppure limitata, segnata, anche infelice. E’ l’inizio delle vicende personali: guai a non accattarle perché significa vivere nell’attesa infinita, oppure nella disperazione. Non controlliamo le nascite, i luoghi, i tempi, le circostanze.
L’inizio della vita
Il primo brano, al di là della particolarità del caso, racconta la vicenda di una famiglia altolocata che non ha figli che pure desidera. Tramite il profeta la nascita del figlio è promessa. Il significato profondo dice che la vita è un dono di Dio. Le gentilezze offerte al profeta significano che la gentilezza e l’ascolto dell’uomo di Dio, sono compensate con il dono di una nascita. La lezione è evidente: ogni vita è dono di Dio. Un mistero gioioso che offre il senso della vita. In tempi recenti, proprio grazie alla scienza, ogni nascita è compresa come mistero. Le scienze spiegano che cosa accade, senza indicarne l’origine.
La vita continua
A fronte della nascita il brano della lettera ai Romani offre il mistero collegato alla nascita, anche in presenza della morte: «Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.»
San Paolo insiste sulla fede in Cristo, offrendo la prospettiva che la vita, nonostante la morte, continua in Dio. Da Dio la vita è nata, a Dio ritorna, diventando eterna. I limiti della vita fisica, offrendo la prospettiva della fede in Dio creatore della vita senza interruzione, sono interrotti, al di fuori del tempo e dello spazio.
Il Salmo può lodare la grandezza di Dio:
«Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».
La vita per sempre
Il Brano di Matteo, con parole forti, esasperando i contrasti della scelta di fede, frappone le possibili strade: « Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà». In modi di catechesi insiste nell’importanza di dare senso alla vita, incentrando l’importanza di una fede che sia autentica e forte. Tale fede riporta tranquillità e senso: dalla condizione umana, si allarga la speranza del superamento del tempo.
28 Giugno 2026 – Anno A
XIII Domenica Tempo ordinario
(1ª Lett. 2Re 4,8-11.14-16° – Salmo 88 (89) – 2ª Lett. Rm 6,3-4.8-11 – Vangelo Mt 10,37-42)