La prospettiva del futuro

Le Letture di questa domenica indicano una visione incoraggiante. Sia la prima lettura che il Vangelo offrono la prospettiva del futuro. Abram è animato a prendere la strada che lo porterà a una terra che sarà la “sua” terra. Non solo la missione, ma la prospettiva di essere guida di un popolo, benedetto da Dio.

Vattene dalla tua terra verso la terra che io ti indicherò

E’ l’inizio di Israele: voluto da Dio e da lui sorretto. Questo invito condizionerà tutta la storia del popolo benedetto. Un legame profondo e genuino: concepire le vicende di un piccolo clan che diventerà popolo in stretto rapporto con Dio. Una concezione della vita e della storia totalmente religiosa. La sacra scrittura insisterà sul legame “divino” che interpreta fatti e circostanze, comprese le guerre, come narrazione in stretto legame con Dio. Saranno voci e scritti diversi a raccontare le vicende nei secoli. I libri fondamentali delle leggi, le voci dei profeti, i libri storici, i libri sapienziali si susseguono per offrire la visione di Dio, raccontando fedeltà e contemplazione da parte di lui e perdono per le debolezze del popolo. Il cristianesimo nasce da questa “cultura” che ha rapporto diretto con Dio, anche se alcuni dettagli sono molto umani e poco relazionabili con la visione spirituale. Gesù di Nazaret è il collegamento tra umano e divino: è stato chiamato un “uomo divino” e “divino fatto uomo”. In lui avviene la congiunzione tra i due mondi. Non c’è separazione tra le due dimensioni: Dio è con il suo popolo, il quale è capace di invocarlo, di dimenticarlo, di implorarlo nel bene e nel male. Nelle prove terribili dell’esilio in Egitto e della deportazione a Babilonia Dio sarà l’unico capace di liberare il suo popolo. Non esiste religione che abbia la relazione così stretta e vissuta tra la terra e il cielo.

L’affidamento a Dio è totale e con parole poetiche l’annuncia il salmo:

«Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.

L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo».

Anche in questo brano è presente la visione dell’eterno e del quotidiano: Dio “libera dalla morte e offre cibo contro la fame”. Ritorna la duplice visione della preghiera del Padre nostro: “sia santificato il tuo nome … dacci oggi il nostro pane quotidiano”.

Questi è il mio figlio

Il racconto della trasfigurazione, letto nella dimensione umana-divina, non è incomprensibile. Richiama la visione mistica: quella dimensione che va oltre la materialità delle emozioni per raccontare ciò che si vede in uno stato d’animo capace di andare oltre i sensi. Molto si è parlato della mistica: di quanti e quante hanno avuto il dono di interpretare le vicende umane oltre le apparenze. Alcuni santi e sante hanno avuto questo dono, da San Giovanni della croce a Santa Teresa d’Avila. Condizioni particolari che hanno permesso di leggere oltre la dimensione dell’esperienza quotidiana. Un mondo particolarissimo e difficile, tant’è che la stessa Chiesa è molto severa nella approvazione di visioni ascetiche.

La trasfigurazione va letta nella rivelazione finale: «Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». I discepoli hanno compreso chi era veramente Gesù: l’evangelista racconta questa estasi intessendola di dettagli umani, quali i tre discepoli prediletti, la tenda, la voce della nube”. Ma ha avuto anche l’accortezza di notare che “All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore”. Un modo per sottolineare l’eccezionalità dell’evento. L’ultima annotazione ha un suo valore: «Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti». Un modo per avvertire che solo con una grande fede è possibile leggere in Cristo la sua origine divina.


1° Marzo 2026 – Anno A
II Domenica di Quaresima
(1ª Lett. Gen 12,1-4° – Salmo 32 (33) – 2ªLett. 2Tm 1,8b-10 – Vangelo Mt 17,1-9)