La proposta: una visione spirituale della vita, una fratellanza autentica e totale

La prima lettura di questa Domenica segue la concezione di giustizia che risale alla cultura dei popoli della Mesopotamia che stabilivano il patto con il proprio Dio. La sensibilità religiosa ebraica chiamerà questo accordo la legge dell’Alleanza. Se il popolo seguirà le leggi divine sarà premiato; in caso contrario sarà punito.

Premio e castighi

E’ lo stile che il brano, appena letto, segue:

«Difatti come punisti gli avversari,
così glorificasti noi, chiamandoci a te.
I figli santi dei giusti offrivano sacrifici in segreto
e si imposero, concordi, questa legge divina:
di condividere allo stesso modo successi e pericoli,
intonando subito le sacre lodi dei padri».

Una logica primitiva per cui il male, anche quello singolo, rappresenterebbe la punizione divina. Ancora oggi, a distanza di millenni, a fronte del male soprattutto innocente, c’è chi si chiede “che male (peccato) avrà compiuto?”. Il cristianesimo cancella il regime del patto e affida a Dio la saggezza del bene e del male nel mondo.

Il Salmo invoca semplicemente Dio, perché tenga lontano il male nel mondo, senza voler dare una giustificazione ai motivi del male.

«Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame».

Fede fondamento della speranza e prova di ciò che verrà

E’ utile approfondire la definizione di fede offerta dalla Lettera agli Ebrei. La discussione sulla fede è profonda e variegata. C’è chi la considera convinzione irrinunciabile e chi la giudica pia illusione a fronte dei misteri della vita. La definizione della Lettera gli Ebrei mette insieme la misteriosità di ciò che non si sperimenta, ma anche la certezza di ciò che si spera. E’ il mettere insieme il presente con quanto avverrà nel futuro. Sono riportati gli esempi di Abele e di Noè, da Abramo a Sara, per continuare con Giacobbe e con Isacco. Infine la dimostrazione storica: «per fede Giuseppe, alla fine della vita, parlò dell’esodo dei figli d’Israele». Un insieme di speranza e di certezza. Un lungo brano continua a raccontare la fede di Mosè: dalla nascita al viaggio nel deserto verso la terra santa. La fede non è solo religiosa; è presente nella scienza, nell’arte, nei sogni della propria vita.

La fede deve essere accompagnata dalla costanza, nonostante incertezze e dubbi: occorre perseveranza. A volte la si interpreta come adesione a verità. E’ un grave errore che deborda verso l’eresia o l’errore. La fede è invece adesione sincera e profonda per una persona o una verità. Si aggiorna nel tempo per approfondire e la validità del contenuto stesso, senza timore di dubbi o perplessità. La fede cristiana indica una grande varietà di percorsi: dall’eretismo alla missionarietà, dalla contemplazione all’azione.

Oggi allarma il calo di considerazione per la religione, con la conseguente scarsa partecipazione alla vita della Chiesa. La difficoltà è profonda. Non si crede a Cristo e non si dà credito al Vangelo. Il rafforzamento della fede si ottiene nell’adesione a ciò che il cristianesimo propone: una visione spirituale della vita, una fratellanza autentica e totale. Così concepita la fede in Cristo e alla Chiesa diventa riferimento per le condotte di vita. Nulla toglie, ma risponde alle domande fondamentali dell’esistenza. Il tutto nella libertà delle scelte, molte delle quali dipendono dalla biografia delle persone: famiglia, educazione, amicizie, ambiente, comprese le età della vita.

10 Agosto 2025 – Anno C
XIX Domenica Tempo ordinario
1  Sap 18,6-9 – Salmo 32 (33) – 2ªLett. Eb 11,1-2.8-19 – Vangelo Lc 12,32-48