Dalla prima Lettura si notano le due parole che sono congiunte, la pace e la salvezza. Un tema particolarmente caro al profeta Isaia. Il sogno è pur sempre la pace per il popolo che si riteneva prediletto dal suo Dio, con il quale comunicava nel bene e nel male, chiedendo a lui protezione e benessere, nei sogni di un futuro radioso e anche di grandezza non sempre pacifica e gratuita.
Futuro radioso
Le parole di Isaia possono essere riferite al nostro mondo, anche se la pace rischia di non essere giusta e pacifica. La particolarità di questi versi è di esprimere a Dio la grazia del benessere e della grandezza: un riferimento che è scomparso nei nostri giorni; anzi si invoca – quasi una bestemmia – il Dio della guerra, per ottenere pace. Ogni guerra è portatrice di morte e di sofferenza; solo con il dialogo, la benevolenza, il rispetto si può ottenere la pace giusta: con insistenza lo ricorda Papa Leone XIV.
Il profeta scrive:
«Come sono belli sui monti
i piedi del messaggero che annuncia la pace,
del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza,
che dice a Sion: «Regna il tuo Dio». […]
Prorompete insieme in canti di gioia,
rovine di Gerusalemme,
perché il Signore ha consolato il suo popolo,
ha riscattato Gerusalemme.
Il Signore ha snudato il suo santo braccio
davanti a tutte le nazioni;
tutti i confini della terra vedranno
la salvezza del nostro Dio».
Il Salmo conferma la gioia offerta da Dio
«Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele».
Dio parla
Il brano della Lettera agli Ebrei annuncia la rivelazione di Dio, tramite il Figlio. Il Vangelo di Giovanni lo fa con parole raffinate e teologicamente significative. La parola racconta l’identità di Gesù che rivela il volto di Dio. La domanda che sorge è: che cosa la parola di Dio dice oggi alla società? Sono due gli scenari che viviamo con la domanda di scegliere quale seguire. Da una parte il progresso e il benessere che è radioso. Il mondo, almeno quello occidentale, sta vivendo un’espansione benefica, fatta di progresso, di benessere in termini fisici, culturali, di bellezza. Una serie di benefit che rendono la nostra vita migliore rispetto a quella di generazioni trascorse. Gli ambienti, il cibo, la cultura, il tempo libero sono a disposizione per rendere la vita vivibile con soddisfazione e gioia autentiche. Dall’altra scenari di vita interna ed estera piena di guerre, sopraffazioni, fame e morti. Anche se gli episodi più cruenti non riguardano la nostra vita, notiamo un cambiamento di dissoluzione di violenza. Gli interventi migliori sono nel recupero dell’umiltà e della mitezza. Il correre dell’età moderna non può trasformarsi nel non rispetto e nella prepotenza. Ogni bene, sia materiale che spirituale, sono doni di Dio, da curare, da preservare e da utilizzare nei confronti di tutti. Maggiore responsabilità, più moderatezza e più dialogo aiutano a creare il clima di pace. Senza forzature di tempi e di attese. La frenesia e l’aggressività portano solo squilibri personali e sociali. Maggiore responsabilità, anche in età adulta, aiuta a vivere meglio. Senza parlare dei nostri figli che non possono crescere in ambienti rissosi, prepotenti e, alla fin fine, immaturi. Che il Signore ci illumini e ci conforti.
25 Dicembre 2025 – Anno A
Natale di N.S. Gesù Cristo
(1 Lett.Is 52,7-10 – Salmo 97(98) – 2 Lett. Eb 1,1-6 – Vangelo Gv 1,18)