La coscienza del valore della vita

Il motivo illuminante di questa domenica è suggerito dal brano della Lettera di San Paolo ai Filippesi.
L’Apostolo insiste sulla conoscenza di Cristo. Soltanto per mezzo di lui fa propria la nuova  giustizia «avendo come mia giustizia non quella derivante dalla Legge, ma quella che viene dalla fede in Cristo, la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede: perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la comunione alle sue sofferenze, facendomi conforme alla sua morte, nella speranza di giungere alla risurrezione dai morti».

Una nuova giustizia

Una professione di fede profonda e vera. Paolo era stato persecutore dei cristiani. Sulla via di Damasco ha l’apparizione dalla quale non si dissocerà più. Diventerà un apostolo convinto, annunciando il messaggio di Gesù, per arrivare a Roma, dove morirà da martire. Egli parla di giustizia divina e di giustizia umana.
Le leggi umane, a fronte degli errori, intervengono con la negazione della libertà: le celebri carceri, esistite da sempre, anche con più ferocia di quella espressa oggi.
Una giustizia che appare vendicativa, niente affatto riparativa. Ancora non è giunta la nuova era. Anzi, nei nostri giorni, le condizioni sono peggiorate. Guerre, vendette, restrizioni sembrano aumentare, a fronte del desiderio di pace e di benessere. Bene si è  espresso il profeta Isaia, rassicurando per un futuro di prosperità.

«Ecco, io faccio una cosa nuova:
proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?
Aprirò anche nel deserto una strada,
immetterò fiumi nella steppa.
Mi glorificheranno le bestie selvatiche,
sciacalli e struzzi,
perché avrò fornito acqua al deserto,
fiumi alla steppa,
per dissetare il mio popolo, il mio eletto.
Il popolo che io ho plasmato per me
celebrerà le mie lodi».

La donna adultera

Questa nuova giustizia è indicata dall’atteggiamento di Gesù nei confronti della donna adultera. Un modo molto coraggioso, perché andava contro la legge severa ebraica, che invocava la lapidazione per una donna sorpresa in flagrante adulterio.  Una duplice ingiustizia: l’adulterio era riservato solo alle donne e con la pena atroce della lapidazione.
L’atteggiamento del Signore esprime la misericordia di Dio. Un atteggiamento divino, ma anche umano. Di fronte al male commesso, per il cristiano non prevale “l’occhio per occhio, dente per dente”, ma l’orizzonte si allarga alla speranza di un ripensamento dall’errore. Occorre coraggio e fiducia, anche perché nessuno di noi è esente da limiti ed errori.

Nella sua bontà Dio non si sottrae al bene del peccatore e della giustizia. Un messaggio particolarmente difficile, nel clima di insicurezza e di violenza che sembra aver invaso il nostro mondo. La reazione più facile è quella dell’aumento della severità. E’ forse la strada più facile, anche se non è la migliore. Placa le ansie di chi ha paura, ma non abbassa la delinquenza. E’ scoraggiante assistere all’aumento di misure restrittive, senza leggere i motivi dell’insicurezza e dell’aggressività di persone che non mostravano tratti di delinquenziali.

L’allargarsi di delitti, senza seri motivi di rabbia, è un senso profondo di disagio: personale e collettivo. La personalizzazione dei propri desideri e possessi sembra non aver limiti. Per un respingimento, per un disaccordo familiare si arriva ad uccidere: anche in giovane età. Manca la coscienza del valore della vita: per chi ottiene rifiuto, ma anche per se stessi. Trascorrere 15/20 anni nelle carceri, se non addirittura l’ergastolo, è segno di immaturità, di violenza, ma anche di solitudine e di arroganza. Occorreranno anni ed anni di mancanza di libertà prima di ripensare ai propri istinti, bruciando i migliori anni della propria vita. Né è detto che saranno sufficienti, perché il mondo dei ristretti  è, a sua volta, violento e irrispettoso. La speranza è ritornare alla maturità della propria vita. In un clima di minore arroganza, solitudine e prevaricazione.


6 Aprile 2025 – Anno C
Quinta Domenica di Quaresima
(1ª Lett. Is 43,16-21 – Salmo 125 (126)  – 2ª Lett. Fil 3, 8-14 – Vangelo Gv 8 1-11)