La Comunità Sant’Anna ha una nuova casa: “Inauguriamo un atto civile d’amore”

Una delle camerette dei bimbi accolti

L’energia dei bambini e il modo in cui attraversano uno spazio, ci raccontano chiaramente come vivono quello spazio. Entrando nella Comunità Sant’Anna si respira, oltre la loro presenza, la volontà di accoglierli creando i presupposti per offrire la migliore quotidianità possibile. Camerette, peluche, disegni, giochi, rappresentano perfettamente, in forma concreta, le parole della coordinatrice Lucia Censi: “Questa è la loro casa”.

Mercoledì 5 novembre 2025, la comunità per minori, dell’Associazione Mondo Minore, ha inaugurato la sua nuova sede, all’interno del complesso Sagrini di Fermo. Dal quartiere Santa Petronilla si è spostata verso il centro, “una posizione per noi favorevole – spiega la coordinatrice -, i ragazzi riescono ad avere più autonomia e legami sociali. E’ importante creare una rete nel territorio”. Prima degli interventi e dei saluti, un breve video d’apertura propone ai presenti una carrellata di ricordi, momenti di vita e di attività: uscite in canoa, gite in montagna o semplicemente una serata a mangiare una pizza.

La Comunità Sant’Anna oggi accoglie 11 minori e 2 mamme, seguiti da otto educatori: Sara, Alessandra, Giuseppe, Marco, Eleonora, Francesca, Valeria, Rosalinda e dalla psicologa Jessica Lamponi. Sotto la guida di Lucia Censi e la supervisione di Eugenio Scarabelli.

Don Albanesi e padre Pessot

Il presidente della Comunità di Capodarco di Fermo, don Vinicio Albanesi, l’ha definita “una inaugurazione affettiva”. Seduto accanto a lui c’è padre Sante Pessot (presidente del Sagrini): “15 anni fa don Vinicio mi disse che un albero in mezzo al deserto muore ma in mezzo alla foresta cresce. È questa l’ottica da cui nasce la collaborazione”. Questo tra la Comunità di Capodarco e la Fondazione Sagrini è “un bellissimo matrimonio che inorgoglisce la città”, interviene Micol Lanzidei (assessora del Comune di Fermo): “E’ tanta la gratitudine per la Comunità e per la Fondazione Sagrini, che ha dimostrato grande sensibilità e lungimiranza nell’accogliere questo progetto. Più di inaugurare uno spazio, inauguriamo oggi un atto civile d’amore”. La comunità continuerà ad essere “un luogo protetto ma vivo”, prosegue l’assessora “capace di cura e ascolto. Capace di presenza. Accogliere è accompagnare senza sostituirsi, è proteggere senza chiudere”.

A rappresentare la vicinanza della Prefettura alla Comunità Sant’Anna e a Capodarco, il viceprefetto Valerio Giuseppe Di Rollo. Claudio Monterubbiano, presidente del Centro sociale San Marco, ha ricordato l’iniziativa del 2024 organizzata a Fermo dal progetto Viva Vittoria che, con una parte del ricavato della vendita dei “quadrotti” della maxi coperta di lana, ha sostenuto anche la Comunità Sant’Anna.

I primi anni di vita dei bimbi accolti “sono determinanti, sono quelli i ricordi che rimangono impressi e molti dei nostri equilibri nascono proprio da questo”, aggiunge don Vinicio che vive il presente con una tensione sempre rivolta al futuro, durante l’inaugurazione anticipa infatti la sua prossima intuizione, oltre l’affido e l’adozione: “Sto pensando che cercheremo degli zii, una zia, uno zio, affinché i bimbi possano avere un minimo di riferimento affettivo”, soprattutto durante le feste, sono i giorni più tristi per chi si trova in una struttura.

A concludere le parole di Mahia, una ragazza che ha terminato il suo percorso in Comunità e che oggi è inserita nel contesto di Fermo dove vive, lavora e studia. Al primo esame (Scienze dell’Educazione a Macerata) ha preso 29, vuole fare anche lei questo lavoro: “ce la sta facendo da sola”, chiude orgogliosa Luci Censi. È questo il risultato più forte e bello.