L’epifania ricorda la manifestazione di Gesù bambino. Per solennizzare l’evento l’evangelista ricorda la venuta dei Magi, sapienti dell’oriente che cercano la verità e, contemplata la presenza del bambino, l’adorazione.
Un modo evidente e plateale per illustrare la scoperta della verità. Le immagini usate sono la stella, i magi, la luce che richiamano splendore e giustizia.
La luce
I profeta Isaia aveva immaginato l’evento:
«Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
la gloria del Signore brilla sopra di te.
Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra,
nebbia fitta avvolge i popoli;
ma su di te risplende il Signore,
la sua gloria appare su di te».
L’ambiente è sempre quello ebraico. Continua la profezia invocando la gloria di Gerusalemme:
«Alza gli occhi intorno e guarda:
tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
I tuoi figli vengono da lontano,
le tue figlie sono portate in braccio».
Uno splendore che da una parte invoca la benedizione di Dio, dall’altra rassicura il popolo che otterrà gloria e rispetto.
Il salmo fa intravvedere anche un periodo di splendore per chi è in sofferenza:
«Egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri».
Il brano del Vangelo di Matteo può essere letto in una duplice dimensione. La ricerca della luce e della verità è nel cuore di ogni essere umano. Bisogno di conoscenza con un metodo che ha le sue leggi e i suoi risultati. Può essere filosofica, artistica, di ricerca nell’universo, nella vita fisica personale e collettiva per il mondo intero.
La luce è paragonata a una forza che garantisce progresso e benessere. Oggi godiamo di beni che nel passato non esistevano: il cibo, i vestiti, le abitazioni, il movimento, le notizie. Il mondo è diventato piccolo. E’ un progresso che sembra non aver limiti, senza negare che esistono i contrappesi che significano limiti, prezzi da pagare, anche con l’ingiustizia.
Illuminare i cuori
La luce può essere letta in termini morali: è il secondo modo di leggere i brani biblici. Da questo punto di vista le convivenze non sono state tutelate a sufficienza perché esistono, addirittura aumentano i pregiudizi, le violenze, le incomprensioni, le conflittualità.
Potremmo chiedere al Signore, sottolineando la sua fragilità di bambino, di illuminare i cuori, seguendo gli insegnamenti lasciatici da Gesù, diventato adulto. La preoccupazione è grande perché sembra che all’accrescere del benessere non segue maggiore giustizia. Se la povertà materiale è stata sconfitta, almeno per noi occidentali, la democrazia, il rispetto, gli aiuti non hanno percorso la stessa strada. Non a caso dopo il grandi splendori immaginati dai profeti c’è sempre il ricordo di chi sta male, è oppresso, vive l’ingiustizia. Una lezione forte che scoraggia le visioni del mondo ottimistiche e rette da razionalità umana: i limiti e le nefandezza vivono a fianco delle virtù e degli slanci di bontà. A ciascuno resta la responsabilità dei propri pensieri e desideri.
6 Gennaio 2026 – Anno A
Epifania del Signore
(1ª Lett. Is 60,1-6 – Salmo 71 (72)– 2ª Lett. Ef 3,2-3a.5-6 – Vangelo Mt 2,1-12)