Il tema di questa domenica può essere riassunto come presenza del Signore. Dopo la morte, a quaranta giorni della risurrezione, con un numero caratteristico della Bibbia, il Vangelo di Matteo scrive la fine dei contatti del Signore con i suoi discepoli. La Liturgia ha intitolato la festa come Ascensione. Tale distacco riporta Gesù in Galilea dove aveva iniziato la sua missione. Sia gli Atti degli Apostoli che il Vangelo di Matteo concordano nel fissare un momento da ricordare per la definitiva scomparsa del Maestro. In modo semplice, senza invocazioni apocalittica.
Il distacco
Tale distacco ha delle caratteristiche che faranno da fondamento delle fede dei suoi discepoli. La prima caratteristica è l’unione dei credenti con Dio che Gesù sottoscrive:
«Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
La seconda caratteristica descrive una presenza spirituale. Cristo non ha voluto un regno fisico, di potere politico, ma ha offerto una visione religiosa. Molti speravano un segno di liberazione sociale e politica della Palestina. Egli ha sempre rifiutato una tale visione, insistendo invece nella dimensione spirituale.
La terza caratteristica della missione è l’universalità degli insegnamenti di Gesù: «Fino ai confini della terra» significa il definitivo distacco della ebraicità della religione da cui lui stesso era nato. Il cristianesimo è una religione nuova che nasce da Israele ma ha una diversa collocazione.
Sono con voi
La presenza di Dio si espliciterà attraverso la missione della Chiesa. I Vangeli non parlano di Chiesa. Ne parlerà San Paolo nelle sue Lettere.
«Tutto, infatti, egli [Cristo] ha messo sotto i suoi piedi
e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose:
essa è il corpo di lui.»
La missione nelle parole di Matteo è meno esplicita:
«Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». La presenza garantita da Dio nella sua missione è espressa con “l’essere con voi tutti i giorni”: non è garantita la sicurezza donata da Dio; diventa impegno per i battezzati di esseri discepoli del Signore “tutti i giorni”.
Inizia ora l’organizzazione della Chiesa che non è, come a volte si crede, costituita dal Papa, dai Vescovi e dai Presbiteri, ma da tutti i discepoli battezzati. Una storia millenaria ha coinvolto l’organizzazione ecclesiale, con due grandi limiti: l’essere gerarchica e l’aver tentato, almeno per alcuni secoli, di essere potere umano.
La gerarchizzazione della Chiesa è rimasta, ed è ancora, sostanzialmente patriarcale. Un limite che ha ridotto il significato della Chiesa come popolo di Dio, con l’aggravante di essere ridotta a uomini celibatari. Un inizio prezioso che era quello dei monaci, diventato nei secoli generalizzato e penalizzante. Uno dei problemi seri della Chiesa ortodossa è questa impostazione, considerata apostolica. Possono infatti essere Vescovi solo ed esclusivamente i monaci.
L’indicazione delle Scritture, sottolineata dal Concilio, ha voluto correggere questa impostazione, per definire la Chiesa come popolo di Dio. Il Sinodo voluto da Papa Francesco è stato un tentativo di far valere questa dimensione di partecipazione e di condivisione. Una riforma che non è ancora compiuta. Occorreranno forse secoli per richiamare una visione complessiva della Chiesa del Signore.
Un risultato positivo e fortunatamente definitivo è dato dalla rinuncia a ogni potere temporale della Chiesa. Oggi, grazie ai recenti Pontefici, essa non ha nessuna recriminazione per un potere che non sia spirituale. Una separazione che privilegia la dimensione dello spirito. Ciò non significa che, nella vita cristiana, i cristiani non debbano occuparsi anche di cose materiali, ma la Chiesa, di per sé, ha un valore religioso e spirituale che si irradia nella vita concreta per i battezzati che vivono sulla terra…
Qualche tentativo ancora esiste, ad esempio nelle aree evangeliche, che vorrebbe una ripresa attiva delle azioni umane da parte della Chiesa, con coinvolgimenti di politica, di economia, di potere. I primi interventi di Leone XIV sono stati espliciti nel definire la missione ecclesiale che richiama i Vangeli nella problematicità delle politiche odierne.
17 Maggio 2026 – Anno A
Ascensione del Signore
(1ª Lett. At 1,1-11 – Salmo 46 (47) – 2ª Lett. Ef 1,17-23 – Vangelo Mt 28,16-20)