Festa dell’Assunzione di Maria: “una donna vestita di sole”

La festa dell’Assunzione della Vergine Maria è stata proclamata e definita dogma da Papa Pio XII, nel 1950, anno santo, dopo la consultazione con tutti i Vescovi del mondo. Nei primi secoli si parlava di una “dormizione” della Madonna. È stata la fede viva e costante del popolo di Dio a costituire la motivazione della proposizione a verità dell’Assunzione della Vergine: l’istinto di fede dei credenti, venne preso in seria considerazione dal magistero della Chiesa e fu decisivo per la formulazione di un dogma. Il documento mette in evidenza la connessione della verità dell’Assunzione, come stretta collaboratrice di Cristo, nella sua missione salvifica, insieme alla maternità di tutta la Chiesa.

Una donna vestita di sole

La prima lettura, di stampo apocalittico, immagina “una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi”, in lotta con il drago che voleva divorare il bambino che stava per nascere. Una serie di immagini volte ad esaltare la figura della Madonna, con la conclusione: «Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo».

Il Salmo riporta lo splendore umano della regina:

«Figlie di re fra le tue predilette;
alla tua destra sta la regina, in ori di Ofir.

Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.

Il re è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio.

Dietro a lei le vergini, sue compagne,
condotte in gioia ed esultanza,
sono presentate nel palazzo del re».

Ha guardato l’umiltà

Il testo del Vangelo di Luca, nel Magnificat, è di tutt’altro tenore. Inizia con il ringraziamento: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva». Un risvolto che tornerà spesso nei Vangeli: la potenza e la gloria sono connesse all’umiltà della persona chiamata a svolgere una funzione salvatrice dell’umanità. La gloria è la capacità di obbedienza e di servizio.  L’azione di salvezza è affidata a Dio perché «ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili».

Non solo un’azione di difesa da parte di Dio, ma anche la sua azione misericordiosa: «ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote». L’azione di Dio è indirizzata non solo ai singoli, ma al popolo eletto che crede in lui: Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

La devozione

La devozione a Maria è estesa e sentita. Nelle forme di pietà e di preghiera. Nel culto diffuso e riconosciuto. Una pietà popolare che assume i contorni della presenza e della tenerezza. Spesso le feste sono confuse con abitudini e contorni non proprio devoti. Alla Madonna si chiedono le grazie senza alcuna selezione. I nomi a lei riservati sono infiniti, spesso accompagnati da visioni e messaggi. Un torto alla Vergine perché la sua vita è stata orientata a sublimi compiti, vissuti però nella semplicità di una fanciulla ebrea. Nei racconti evangelici è descritta nella quotidianità di famiglia. Con speranze, paure e dolori di ogni madre. Mai esaltandosi o cercando gloria, ma semplicemente svolgendo la funzione materna di un Figlio particolarissimo, quale era Gesù. Lo ha seguito nella crescita, lo ha accompagnato nella missione, credendo in lui. Non lo ha abbandonato nel momento terribile della sua morte. Proprio per questa sua storia è vissuta come vicina, compassionevole, pronta ad aiutare a chi chiede conforto.

15 Agosto 2025 – Anno C
Festa di Maria assunta in cielo
(1ªLett. Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab – Salmo 44 (45) – 2ªLett. 1Cor 15,20-27a – Vangelo Lc 1,39-56)