“Egli su di me si è chinato, ha dato ascolto al mio grido”

Il tema dominante di questa domenica può essere indicato nella conversione. Il profeta Geremia si trova in una condizione di giudizio errato nei suoi confronti. Si sente solo e finisce prigioniero con il rischio di morire. Lo salva il re, contro il parere dei suoi consiglieri. Il profeta rimane fermo nelle convinzioni del bene della nazione e rischia di pagare per la sua fedeltà e per il suo coraggio. Fortunatamente Geremia è salvato per la sua rettitudine, essendo stato onesto nel consigliare la cosa migliore per l’intero paese. Un grande esempio di onestà. Proprio per questo comportamento il profeta è sottratto alla cattiva sorte.

La conversione

Il Salmo è un canto di umiltà e di obbedienza che declama fedeltà.

«Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.

Mi ha tratto da un pozzo di acque tumultuose,
dal fango della palude;
ha stabilito i miei piedi sulla roccia,
ha reso sicuri i miei passi.

Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio.
Molti vedranno e avranno timore
e confideranno nel Signore.

Ma io sono povero e bisognoso:
di me ha cura il Signore.
Tu sei mio aiuto e mio liberatore:
mio Dio, non tardare».

Una preghiera autentica e fedele; un inno alla verità, confidando nella coscienza retta di fronte al Signore.

La divisione

Il brano di Luca è insieme un avvertimento e anche una via da seguire. Le parole dell’evangelista colgono la verità della missione del Maestro e nel contempo rassicurano l’annuncio. Da una parte è definitivamente tramontata la visione consolatoria e pietistica della religiosità. La religione non è vernice della fede, esterna e superficiale. Sottolinea il nesso tra la vita e la fede. Il cristianesimo è una scelta che ha il fondamento nel comando dell’amore: verso Dio e verso il prossimo. Da qui la rottura tra religiosità esterna e impegno di vita. L’evangelista ricorda la vicenda del Maestro orientata alla drammaticità della croce. Una visione che crea divisione. La storia della Chiesa è piena di martiri e di persecuzione. L’impegno abbraccia non soltanto le forme esterne della religione, ma la pienezza della vita.

Il brano della Lettera agli Ebrei è conferma del valore della via evangelica.

«Fratelli, anche noi, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento.

Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio. Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato». Il cuore degli annunci non sono i riti e le celebrazioni, ma la disponibilità dei cuori orientati alla visione beatifica di Dio. Un profilo veramente impegnativo: i santi e i martiri avevano compreso la sostanza della nuova religione. Solo questa convinzione (fede) ha dato loro la forza di affrontare disagi, avversità e anche la morte.

17 Agosto 2025 – Anno C
XX Domenica tempo ordinario
(1ª Lett. Ger 38,4-6.8-10 – Salmo 39 (40) – 2ªLett. Eb 12,1-4 – Vangelo Lc 12,49-53)