La festa dell’Immacolata è da sempre interpretata come la condizione di mancanza di macchia e di peccato originale nella Madonna. Così il dogma dell’immacolata concezione. L’essere madre di Dio l’ha preservata da ogni macchia.
E’ utile, leggendo quanto i vangeli e la tradizione cattolica suggeriscono, soffermarsi sulla fiducia che lei ha riposto in Dio, in tutte le vicende che ha vissuto come madre. Una risposta concreta al grande privilegio di essere la madre di Gesù.
Grandi cose ha fatto in me l’onnipotente
Ha avuto fiducia nel momento dell’annuncio della sua maternità. Il canto del Magnificat è un grido non di sottomissione, ma di fiducia a Dio per le sue vicende.
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio,
mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà
della sua serva. […]
Grandi cose ha fatto in me
l’Onnipotente e santo è il suo nome:
di generazione in generazione
la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono».
Le sue parole sono un inno di riconoscenza a Dio, lodandolo per la sua misericordia e la sua bontà. Accetta di diventare madre, nonostante umanamente abbia dei dubbi. Ha fiducia nel ritrovare il ragazzo Gesù che si perde nelle feste al tempio di Gerusalemme. Rimprovera il ragazzo e insiste (tre giorni) finché non lo ritrova. Ha soprattutto fiducia in Gesù quando inizia la sua missione. Gli abitanti di Nazareth non credono alla missione che il Signore sta per iniziare. Una missione nuova, al di là del profeta Giovanni Battista. Non si tratta solamente di aggiornare la legge ebraica, ma di dare nuove prospettive sulla base dei testi sacri. Ha fiducia in quel figlio suo speciale quando, iniziando la sua predicazione, è osteggiato duramente da scribi e farisei. Avrà discusso con lui mettendolo in guardia dai pericoli ai quali andava incontro, ma non ha impedito che egli proseguisse la sua missione. L’ha seguito durante il pellegrinare di villaggio in villaggio rimanendo nell’ombra, senza interferire nella prospettiva che il Nazareno andava predicando. Si affianca a lui, a distanza rispettando le parole e le gesta del figlio, senza mancare di preoccuparsi per lui. Solo così si spiega di ritrovarsi sola con l’apostolo Giovanni sotto la croce. La sua fiducia è oramai piena. Sfida i soldati e non si lascia intimorire dalle armi.
Ecco tua madre
Gli Atti degli Apostoli narrano che nel momento della Pentecoste era insieme ai dodici.
«Allora essi tornarono a Gerusalemme dal monte chiamato dell’Uliveto, che è vicino a Gerusalemme, non distandone che un cammin di sabato. Quando furono entrati, salirono nella sala di sopra dove di consueto si trattenevano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d’Alfeo e Simone lo Zelota, e Giuda di Giacomo. Tutti questi perseveravano concordi nella preghiera, con le donne e con Maria, madre di Gesù, e con i fratelli di lui».
E’ fedele dunque alla missione che gli apostoli, dopo Gesù, perseguirono nel suo nome. Non sappiamo della morte di Maria. La tradizione antica vuole che si sia addormentata, da cui la “dormitio”, quasi a volerla preservare dalla rovina del tempo. Rimane l’immagine di una madre che ha generato il figlio Gesù, rimanendogli fedele per sempre. Non osteggiandolo, soprattutto non interferendo sulla missione dell’annuncio perché e ne fu convinta da subito. Una vita esemplare di madre di fede che unisce la naturale unità di figliolanza con la fede profonda nel nuovo annuncio evangelico.
8 Dicembre 2025 – Anno A
Immacolata concezione della B.V. Maria
(1ª Lett. Gn 3,9-15.20 – Salmo 97 (98) – 2ªLett. Ef 1,3-6.11-12 – Vangelo Lc 1,26-38)