Comunità di Capodarco “La buona novella” – Fabriano


La storia della Comunità La Buona Novella di Fabriano inizia nell’ottobre del 1971 sulla scia dei valori e del modello di vita intrapreso quattro anni prima dalla Comunità di Capodarco di Fermo e grazie all’iniziativa di don Angelo Fanucci.

Il primo nucleo si insedia in un palazzo antico,  in stato di decennale abbandono, nel centro storico di Fabriano. Il palazzo viene ristrutturato e reso accessibile ai disabili grazie al lavoro di giovani volontari del movimento degli studenti eugubino e di una squadra di muratori professionisti anch’essi volontari.
Il nuovo gruppo, chiamato “La Buona Novella”, è stato e continua a essere un forte messaggio di emancipazione e rinnovamento per la vita delle persone disabili.

Il primo gruppo di comunitari fabrianesi, composto da 7-8 persone provenienti dalla sede di Capodarco di Fermo, si organizza come centro di formazione e recupero scolastico per adulti disabili, nel tentativo di far combaciare la cultura didattica-ministeriale, all’altra cultura, quella più importante e legata alla vita stessa, quella di garantire ai disabili quei diritti troppo spesso loro negati.

Oltre alla formazione, anche il lavoro assume fin da subito grande importanza:  per arrotondare le entrate, i comunitari disabili lavoravano a domicilio per conto di aziende del luogo, i volontari organizzano periodicamente  raccolte di materiali da riciclare.

Il 1975 è l’anno di una prima trasformazione, con l’ampliamento del gruppo e l’arrivo don Graziano Polini, destinato a essere per 16 anni responsabile e animatore della Buona Novella, fino alla sua scomparsa avvenuta nel novembre 1991.

Dopo l’approvazione della legge di riforma sanitaria del 1978, la Comunità si organizza stabilmente in centro di riabilitazione per l’accoglienza residenziale di soggetti con handicap motorio, psichico e sensoriale, stipulando svariate convenzioni con le unità sanitarie locali e attivando e sviluppando tutti  i servizi indicati dalle normative nazionali e regionali.

Nel 1987  si struttura come centro di riabilitazione per l’accoglienza semi-residenziale di disabili provenienti dal comprensorio della unità sanitaria locale.
Nel 1990 si costituisce in associazione locale senza fini di lucro, strutturando al suo interno i propri organismi statutari e assicurando così una migliore gestione democratica e una migliore efficienza dei servizi.
A seguito della forte richiesta del l territorio circa la necessità di ricoveri semi-residenziali per soggetti con handicap mentale, l’associazione “La buona novella” risponde con l’apertura, nel 1991, di un centro diurno a supporto delle famiglie del territorio, e con la costituzione, nel 1992, di una cooperativa sociale di tipo B diretta a offrire possibilità di inserimento lavorativo a tutti gli utenti della comunità, sia residenziali che semi-residenziali.

Il terremoto del settembre 1997  nelle regioni Marche e Umbria lesiona gravemente la sede ufficiale della comunità, costringendo il gruppo a trasferirsi, nel 1998, in una sede provvisoria, un ex edificio scolastico nella frazione di Collamato di Fabriano.
Nel luglio del 2005, dopo 7 anni di “esilio”, grazie a un lungo lavoro di ristrutturazione e rinnovamento, La buona novella torna finalmente nella sede storica di via Gentile da Fabriano.

Attività e destinatari

La Comunità La Buona Novella è una struttura residenziale extraospedaliera, ex art. 26 L. 833/78, classificata dalla attuale normativa della Regione Marche come “Residenza sanitaria assistenziale per disabili”, indirizzata a soggetti non autosufficienti lungo-degenti, inseriti in programmi di mantenimento. Eroga interventi sanitari, assistenziali e riabilitativi a disabili fisici e psichici, mediante un complesso di attività:

  • fisioterapia
  • assistenza personale e aiuto nelle pratiche igieniche quotidiane
  • visite specialistiche
  • assistenza sanitaria con erogazione dei farmaci
  • attività ricreative, occupazionali e lavorative
  • sostegno psicologico
  • rieducazione equestre e nuoto presso la piscina cittadina
  • soggiorni estivi.

Visione

Complessivamente i servizi erogati concorrono a un recupero globale della persona, al mantenimento dei livelli funzionali e delle capacità residue, allo sviluppo e alla valorizzazione dell’affettività, alla promozione sociale, a una migliore qualità di vita e al rispetto della propria dignità.

La Comunità La Buona Novella ha avviato da diversi anni la realizzazione dell’ideale comunitario del “dopo di noi” , con l’accoglienza residenziale e la presa in carico di disabili affetti da handicap grave, motorio e mentale.
L’obiettivo è quello di ampliare il “dopo di noi”, non solo migliorando l’accoglienza di casi in situazioni di urgenza e estremo bisogno, ma, anche, sperimentando la realizzazione, peraltro già avviata per qualche caso, del “durante noi”.
Questo nuovo approccio alle problematiche dell’handicap prevede la collaborazione e il coinvolgimento della famiglia del disabile, in un progetto d’inserimento graduale in comunità, per permettere, in futuro, un passaggio non traumatico dalla vita familiare a quella comunitaria.

La comunità “La buona novella” ha investito molto, in passato, in un modello di vita basato  sulla centralità del disabile fisico, lo stesso modello comunitario può essere adeguato anche alle persone con handicap mentale: alla base del vivere quotidiano si ripongono parole grandi come calore, umanità, familiarità, dignità, accoglienza e accettazione. Il pluralismo del gruppo misto, rispetto a una sola tipologia di handicap, può garantire nuova linfa vitale e nuovi stimoli per rilanciare la comunità.

Sede legale

Via Gentile, 26
60044 Fabriano (AN)
Tel. 0732.4968
Fax 0732.251641
E-mail: labuonanovella@libero.it
Presidente: Liliana Lamedica

Presentazione