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Don Franco Monterubbianesi: "Consacriamoci all'Africa e all'America Latina"

08/08/2008 - CAPODARCO DI FERMO – Consacriamoci all’Africa e all’America Latina. Lottiamo per realizzare una vera comunione tra Nord e Sud del mondo, che si spinga fino alla radicalità della fede, del coinvolgimento e dell’amore. Si avvicina la festa per il 52° anno di sacerdozio di don Franco Monterubbianesi e il padre fondatore di Capodarco ne approfitta per inviare a tutti i suoi amici un messaggio profondo di impegno e di speranza. Nel giorno della festa, che si terrà il 19 agosto presso la comunità di Capodarco di Fermo (ore 16.30) si parlerà dei progetti presenti e futuri, dei sogni che stanno prendendo forma e di quelli ancora da realizzare. Si parlerà soprattutto di Africa, un continente, che per don Franco, nasconde una potenzialità e una ricchezza infinità e dove recentemente (in Camerun) è nato una nuova iniziativa della Comunità internazionale di Capodarco (Cica).
Il progetto si chiama “Jeremie et les autres” e ha avuto inizio il 16 agosto del 2007, con l’approvazione del Ministero degli Affari Esteri italiano, per una durata di 3 anni. E’ rivolto ai soggetti più vulnerabili, soprattutto donne e bambini e, come è nello stile del Cica, non mira soltanto ad alleviare le loro sofferenze ma anche a sostenerli in un uno sforzo di emancipazione e di autosviluppo. Così, oltre ad interventi sanitari verso malati di Aids, e malaria, campagne di vaccinazione e sostegno diretta alla povertà, il progetto prevede corsi di formazione, avviamento professionale, microcredito e fornitura di strumenti agricoli per dare un impulso allo sviluppo della comunità locale. Don Franco si sta impegnando affinché alcuni ragazzi del Camerun possano venire in Italia a formarsi ulteriormente e a far conoscere la loro realtà in uno di quei progetti di scambio che il prete fermano porta avanti da anni con l’associazione “Noi ragazzi del mondo” (Ainram).
“I nostri ideali di cooperazione, tra la comunità del Nord e quella del Sud stanno crescendo in maniera sempre più concreta, coinvolgendo enti locali, istituzioni, scuole e imprese. – dice don Monterubbianesi in una lettera rivolta a tutti i “comunitari” - Le cose in Ecuador e in Bolivia stanno andando bene. Attendo in questi giorni notizie dalla Regione Marche su un progetto ecologico che abbiamo fatto per la salvezza della foresta amazzonica in Ecuador. Durante il mese di agosto mi darò da fare per coinvolgervi anche in ciò”

Già molti ragazzi del Nord hanno visitato i paesi più poveri del Sud grazie ai progetti del Cica e del Ainram. Dall’incontro con i giovani del sud e la loro sofferta lotta per l’emancipazione è nato quel profondo cambiamento interiore che per don Franco sarà la base per il riscatto. Lo testimoniano le parole di Francesca Filomeni dopo un mese passato in Ecuador: “Quello che ho visto nella mia permanenza è stato un progetto di vita improntato sulla dignità, sulla voglia di rivalsa sociale, attraverso l’impegno quotidiano di uomini e donne che lottano estremamente per una società più giusta e per il contenimento della sofferenza causata dalla povertà dalla fame che è ancora presente in molte famiglie e per troppi bambini in Ecuador… Sono consapevole ora della necessità di sentirci responsabili della sorte degli altri Paesi … La volontà di avvicinare i popoli è l’inizio della nostra rivoluzione contro l’ostilità crescente , la diffidenza e le disuguaglianze. Mi rimarranno per sempre impressi gli occhi scuri di Marcos , che dopo avermi fatto ascoltare dodici canzoni rap, da lui composte, mi dice ‘da solo non posso fare niente per cambiare il mondo, insieme siamo più forti’”.

Francesca si è “consacrata” e moltissimi giovani e adulti potranno ancora farlo. “Il 19 agosto ascoltandomi, dobbiamo proporci di organizzarci meglio perché tali ideali vi appartengano più concretamente e possiamo fare qualcosa insieme per l’Africa e per l’America Latina, per i nostri progetti di solidarietà ma anche per avere una nuova visione politica. – continua don Franco nella lettera rivolta ai “comunitari” – I giovani soprattutto dovranno averla, ma anche noi adulti ‘consacrandoci’ a questo rapporto profondo, dobbiamo condividere lo sforzo dei giovani”. Consacrarsi, una parola profondissima che significa abbracciare totalmente una missione “d’amore vissuta sino in fondo nel Nome e nella Forza di Cristo”. “Possiamo condividere anche da qui tale ideale di consacrazione” conclude il fondatore di Capodarco.

Siti di riferimento
www.capodarcojeremie.org

www.noiragazzidelmondo.org

 
     

 

 

 

 
   
     
     
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