Conferenza nazionale del Volontariato, don Albanesi: "Dobbiamo tornare a una bontà esigente"
12/04/2007 - CAPODARCO DI FERMO – “Dobbiamo tornare alla bontà esigente”. E’ questo l’augurio e la raccomandazione di don Vinicio Albanesi ai rappresentanti del mondo del volontariato che si riuniranno domani, 13 aprile, a Napoli per la quinta conferenza nazionale ( vai al programma>>) pubblicato su l’ultimo numero del settimanale Famiglia Cristiana.
Per il presidente della Comunità di Capodarco, il mondo della gratuità deve affrontare seri nodi del proprio futuro. Deve innanzitutto liberarsi del ruolo di semplice supplente ai problemi ai quali il mondo istituzionale (governo, regioni, province, comuni) non riesce o non vuole rispondere. “Gli aiuti e i servizi per chi ha bisogno, nel nostro paese, sono scarsi e instabili. – dichiara don Albanesi - Il problema, si risponde, è quello delle risorse insufficienti. Sarebbe più corretto domandarsi per quali obiettivi le risorse sono impiegate; esse infatti non sono mai infinite. Si noti la discussione odierna a chi deve andare il gettito delle maggiori entrate: i forti stanno facendo la voce grossa”. Da qui l’impegno affidato al volontariato a gestire iniziative ed emergenze. “E’ forse una quindicina d’anni che tra istituzioni e volontariato si è instaurato un abbraccio perverso: - continua don Vinicio - l’ente pubblico si appella al volontariato; quest’ultimo si impegna nella gestione delle risposte in convenzione. Due sono i risultati negativi: l’ente pubblico si interessa sempre meno dei diritti delle persone deboli e bisognose; il volontariato diventa semplice esecutore (a basso costo) delle indicazioni dell’amministratore di turno. E’ uno dei motivi del ritardo con il quale alcune necessità nella nostra Italia non solo non sono state mai affrontate, ma nemmeno programmate”.
Il volontariato quindi rischia di diventare “’utile idiota’ di un sistema che fa dei deboli una parte marginale della vita collettiva, salvo recuperare la buona coscienza attraverso la gratuità e la generosità”. “C’è chi ritiene sia ingenerosa questa interpretazione della buona volontà di chi comunque dona tempo ed energie per gli altri. – continua i presidente della Comunità - Non è in discussione evidentemente la generosità: occorre non dimenticare mai a che cosa serve e a chi giova, alla fine dei giochi, la bontà. Un eccessivo ricorso al volontariato nasconde una cattiva politica”.
“Auguriamo di nuovo ai partecipanti alla quinta conferenza sul volontariato – conclude don Vinicio Albanesi - di non fare le comparse nel teatro delle debolezze: di farsi invece interpreti delle necessità emergenti, esigendo risposte adeguate da chi ha il dovere civile di darne”.
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