Disabilità, con la convenzione Onu ''una vita migliore per 650 milioni di persone''
26/03/2007 - MILANO - "Cambierà la vita dei 650 milioni di persone disabili nel mondo".Per Giampiero Griffo, membro del Consiglio mondiale "Disabled people international", la "Convenzione sui diritti delle persone con disabilità" è una pietra miliare nel cammino di riconoscimento della loro dignità e delle pari opportunità. Sono ancora tanti i Paesi nei quali chi è disabile viene considerato un cittadino di serie B. "Solo il 2% dei disabili nel mondo riceve servizi adeguati - spiega Giampiero Griffo-. In Europa sono ben 500 mila quelli che vivono ancora segregati negli istituti". La Convenzione Onu è stata redatta con il contributo delle associazioni dei disabili. "Sono state le persone con disabilità a determinare i contenuti di norme che li riguardano -aggiunge Giampiero Griffo-. Troppe volte c'è chi decide al nostro posto".
Il 30 marzo l'Italia firmerà la Convenzione, il primo giorno utile. "In questa occasione il nostro Paese si dimostra tempestivo -aggiunge Griffo-. È un buon segno, anche se poi dovrà trovare una concreta applicazione".
I contenuti della Convenzione sono stati presentati questa mattina a Milano al convegno "Verso la ratifica della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità", organizzato dal ministero della Solidarietà sociale e dalla Provincia di Milano. I 50 articoli che la compongono e il protocollo aggiuntivo sanciscono per le persone disabili pari dignità nel godimento dei diritti umani. "Non introduce quindi nuovi diritti, visto che sono già tutelati dalla Dichiarazione dei diritti umani -spiega Antonio Papisca, docente di Relazioni internazionali all'Università di Padova-. Il suo scopo è, come si legge nel primo articolo, quello di promuovere, proteggere e assicurare il loro pieno ed eguale godimento". Diritto alla vita, alla salute, all'istruzione, al lavoro, ad una vita indipendente, a muoversi, a esprimere le proprie opinioni, a partecipare alla vita politica e sociale: gli Stati si impegnano a garantirli per chi è disabile, ma non solo. Gli articoli 6 e 7 sono dedicati alle donne e ai bambini: i Paesi firmatari riconoscono che queste categorie sono spesso vittime di una doppia discriminazione (perché disabili e per il solo fatto di essere donne o bambini; ndr) e si impegnano a "prendere misure per assicurarne il pieno ed uguale godimento dei diritti umani".
La Convenzione prevede anche la costituzione di un comitato indipendente che dovrà monitorare l'applicazione delle norme nei Paesi aderenti. "Il protocollo aggiuntivo garantisce inoltre che singoli e associazioni possano rivolgersi al comitato per denunciare le violazioni della convenzione da parte di un Paese -sottolinea Antonio Papisca-. Questo rafforzerà ancora di più la tutela dei diritti".
Dopo la firma della Convenzione, il Parlamento italiano dovrà ratificarla, si spera in tempi rapidi. "A Palazzo Madama si è costituito un gruppo di 51 senatori di diverse formazioni politiche -rassicura Fiorenza Bassoli dell'Ulivo-. L'impegno è chiaro: arrivare al voto entro il 30 giugno". (dp)