Servizio civile, a maggio un bando unico per 40 mila posti
22/03/2007 - ROMA - “La legge n.64 del 2001 è una buona legge, ma dopo sei anni qualsiasi testo ha bisogno di un po’ di manutenzione. I nuovi interventi dovranno però essere il frutto di una verifica attenta, che faccia tesoro anche del nuovo bando del 2007. Vedremo nei prossimi mesi”. Il direttore del Servizio Civile Nazionale, Diego Cipriani, sta preparando in questi giorni il bando annuale, la cui uscita è prevista per maggio. Sono, comunque, probabili degli slittamenti a causa del particolare sistema di valutazione dei progetti che si inaugura proprio quest’anno e che vede impegnate tutte le Regioni. Redattore Sociale ha incontrato il direttore Unsc nel suo ufficio di Roma interrogandolo sulle novità e l’attuale situazione del servizio civile nazionale.
Innanzitutto ad emergere è la nuova procedura di valutazione dei progetti presentati dai vari enti, più complessa e selettiva rispetto agli anni scorsi. Sarà fatta “tutta a casa”, ossia negli uffici dell’Unsc. “Il sistema è complicato – dice Cipriani - perché le regole prevedono un doppio scambio. Le Regioni ci devono mandare la loro selezione dei progetti scelti, dopodiché noi dobbiamo dare il nostro nulla osta”.
Il nuovo bando comunque dovrebbe essere pronto entro maggio. “Sarà un bando unico che raccoglierà tutti i progetti. – spiega il direttore Unsc - Dopo la pubblicazione ci sarà un mese di tempo per presentare le domande, una nuova selezione sui ragazzi stessi e l’avvio dei progetti a partire da settembre”.
Nel bando di maggio saranno a disposizione 40 mila posti. “Questa cifra – spiega Cipriani - è legata alle risorse a disposizione che per quest’anno (secondo quello che prevede la legge finanziaria) sono 256 milioni di euro a cui però bisogna aggiungere un avanzo dello scorso anno. Complessivamente abbiamo dunque 350 milioni di euro, il che equivale appunto a circa 40 mila posti, di cui circa un 1% (intorno ai 500 posti) per l’estero. E’ però anche possibile che in corso d’opera si possano recuperare altre risorse, come è successo per esempio l’anno scorso quando sono stati recuperati 30 milioni di euro, che ci hanno permesso di lanciare un nuovo bando per 9000 posti”.
Nel sud continua a esserci la richiesta più alta di accesso e anche il più forte squilibrio tra domanda e offerta. Questo per la forte disoccupazione e perché i giovani vedono il servizio civile come una opportunità in più. Nonostante questo, per Cipriani, la motivazione economica non è la prima in graduatoria tra quelle che spingono i giovani ad avvicinarsi al servizio civile.
Anzi,se si analizzano le risposte ai questionari che vengono somministrate a tutti i ragazzi alla fine della loro esperienza risulta almeno al terzo posto della graduatoria. “Al primo posto, - continua il direttore Unsc - nelle risposte dei ragazzi, c’è la motivazione ‘voglia di essere utile agli altri’. Al secondo c’è ‘imparare qualcosa’. Solo dopo ci sono le risposte ‘economiche’, del tipo, per lavorare, per entrare in contatto con il mondo del lavoro e via dicendo”.
A sei anni dalla sua istituzione la legge sul servizio civile forse necessita di “una registrazione”. “Siamo molto d’accordo con il ministro Paolo Ferrero e con la sottosegretaria Cristina De Luca, che qualsiasi intervento di riforma dovrà essere il frutto di un percorso e di una riflessione seria e approfondita. Io penso che sia il bando, sia l’esperienza dei prossimi mesi ci possano aiutare in tal senso. Realisticamente si potrebbe pensare a un intervento legislativo nel 2008”.
Per leggere tutta l’intervista a Cipriani www.redattoresociale.it