Roma città reciproca. Associazioni fra vecchi bisogni e nuove priorità
21/06/2010 - ROMA - Solitudine degli anziani, non autosufficienza in aumento, disagio economico che coinvolge sempre più persone, barbonismo giovanile, dipendenze che colpiscono tutte le generazioni, famiglie mononucleari senza reti di sostegno, precarietà lavorativa, nuove e vecchie immigrazioni: sono i temi sui quali si è concentrato l’appuntamento “Roma Città Reciproca”, incontro organizzato dalla Comunità di Capodarco di Roma che il 19 giugno ha riunito tutte le più importanti realtà del terzo settore di ispirazione cattolica. Da Sant'Egidio alla Compagnia delle Opere, dalla Caritas al Borgo ragazzi Don Bosco, le più significative realtà del mondo cattolico impegnate nel sociale hanno condiviso insieme un’analisi socio-economica della città per proporre un futuro di nuove responsabilità e rinnovato protagonismo.
Roma, una città di oltre 2milioni e 840mila persone, “in cui però sono evidenti in tutta la loro forza alcuni fenomeni” ha commentato Augusto Battaglia (Comunità di Capodarco di Roma) dando una mappatura del disagio sociale nella capitale. Anziani al 25%, stranieri residenti al 10%, 1milione e 300mila famiglie di cui solo il 24% rappresentano coppie con figli, 100mila famiglie interessate dal problema della non autosufficienza, 2300 persone detenute, 25mila accessi ai Sert – Servizi per le tossico dipende, 2mila senza tetto, 170mila famiglie coinvolte dal crescente disagio economico: una fotografia su cui grava la sfida dell’invecchiamento della popolazione e quella del fenomeno dell’immigrazione, comuni agli altri paesi occidentali. Ma su cui grava anche la crisi, la crisi economica che attraversa trasversalmente non abbienti e benestanti, anziani e giovani, disabili e normodotati.
“Roma in questi anni l’abbiamo migliorata” ha dichiarato Giancarlo Penza di sant’Egidio. “Dalla nostra memoria, guardiamo al futuro. Un futuro fatto di anziani con tutte le loro fragilità e questi nostri stranieri che curano i nostri anziani e i nostri bambini”. “La reciprocità – ha poi aggiunto Luigina Di Liegro, vicepresidente della Fondazione internazionale Don Luigi Di Liegro – è ciò di cui oggi più che mai la città ha bisogno, perché la società è cambiata e nuovi strumenti vanno messi in campo”. “L’uomo e le sue necessità, ecco cosa abbiamo in comune” è l’invito di Don Alessio Cappelli, presidente della Fondazione Don Orione, mentre P. Giovanni La Manna del Centro Astalli aggiunge: “Favoriamo l’incontro e spendiamo meglio i soldi”. “Il senso di questa riflessione – ha incalzato Fr. Giuseppe Brunelli, direttore della casa Opera Don Calabria – non è solo cristiano, ma anche civile: la nostra è una presenza che vuole esserci”. “I nostri tavoli – ha poi concluso don Fabio Lorenzetti, direttore Centro riabilitazione casa S.Giuseppe Opera don Guanella – siano di relazione, veri e concreti, fatti con chi ha le mani in pasta”.
“Sullo sfondo, c’è una città che cresce numericamente e urbanisticamente, ma che è anche sempre più anziana e sempre più multietnica” ha spiegato ancora Battaglia. Anziani con più di 65 anni, spesso soli in famiglia, e la popolazione immigrata residente, per la maggioranza con molti figli, hanno “modificato alcuni aspetti nella città e hanno cambiato faccia a molti quartieri”. “Penso – ha continuato - a quelle zone in cui la popolazione immigrata è molto presente, ad Ostia o nella zona est della città ad esempio. Lì, infatti, la popolazione è più giovane, ma impone politiche più complesse nella gestione e nell’offerta dei servizi, politiche che tengano conto dell’integrazione sociale, di quella scolastica e di quella urbana”. “Le stesse famiglie sono per lo più famiglie mononucleari – ha continuato Battaglia –, donne con figli o anziani soli, dove la frammentazione sociale impone nuove soluzioni”. Nuove soluzioni. “Nuove risposte a nuovi e vecchi bisogni sociali” ha aggiunto Don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco di Roma, chiudendo gli interventi. “La rete creata in questi anni ci permette di rimodulare interventi e azioni sul territorio. L’appuntamento è a settembre, con tutti noi, per una proposta condivisa alla città”.