Roma città reciproca. Molina: “Un modo per interrogarsi sulla città”
18/06/2010 - ROMA – La forza di stare insieme “ma in modo strutturato” e la capacità di “guardare nella stessa direzione”, la necessità di “fare rete” e di “procedere a nuove progettualità condivise’”, il coraggio “di guardare la città” e capire di cosa ha bisogno in termini di inclusione, lotta alla povertà e all’emarginazione sociale: è questo lo spirito con cui Roberta Molina, responsabile Area Accoglienza della Cooperativa Roma Solidarietà promossa dalla Caritas Diocesana di Roma, si prepara a partecipare a Roma Città Reciproca, l’evento promosso e organizzato dalla comunità di Capodarco che chiama a raccolta tutte le realtà cattoliche che operano nella capitale in termini di lotta alla povertà, accoglienza e contrasto all’emarginazione sociale.
“La forza di stare insieme – ha dichiarato Molina – dipende dal fatto che si guardano allo stesso modo tutte le problematiche della città: dalla povertà all’esclusione, fino agli stati di emarginazione sociale vera e propria”. “Mi auguro – ha continuato – che questo incontro sia l’inizio di un nuovo percorso insieme: le realtà che parteciperanno a Roma Città Reciproca, infatti, hanno sempre collaborato fra loro, ma oggi forse è ora di stare insieme in modo più strutturato. Ne ha bisogno la città: bisogna procedere ad un sistema di rete in cui progettualità condivise siano capaci di risposte a problematiche più complesse e sempre più diffuse nella popolazione”.
Rispetto al rapporto con le Istituzioni, poi, Roberta Molina ha sottolineato la necessità “innanzitutto di capire cosa possiamo fare noi per i poveri e gli emarginati della città”. “Quando questa idea verrà fuori e sarà condivisa – ha continuato -, in questo senso la giornata di sabato è un’occasione per andare a verifica delle nuove povertà e dunque anche dei nuovi bisogni cui dare risposte, ci sarà spazio per un confronto con le istituzioni. Il rinnovamento di alcuni strumenti passa prima da noi, dal nostro confronto”.
E le strutture? Di cosa soffrono? Di cosa hanno bisogno? “E’ difficile dirlo – ha continuato Molina – perché ogni giorno affrontiamo persone e bisogni diversi. Il rinnovamento che auspichiamo però deve tenere conto della complessità di questi bisogni, che sono nuovi bisogni. E’ indispensabile. Andiamo avanti con progettualità reali e coerenti con la realtà che cambia, poi discuteremo dei finanziamenti”.
“Questi – ha chiosato la rappresentante Caritas – sono qualcosa di automatico se la città riunita in Roma Città Reciproca saprà darsi una progettualità. E’ tuttavia importante che istituzioni e enti si mettano insieme per capire su cosa si interroga e ci interroga la città: quale analisi, dunque, per quali prospettive”. (eb)