“Roma città reciproca”, un laboratorio per nuove risposte sociali
18/06/2010 - ROMA – Volontà di dialogo con le istituzioni, ma anche necessità di un confronto tra enti gestori di servizi sociali e sociosanitari; apertura verso nuove soluzioni, ma anche mappatura dei nuovi bisogni; quadro di sintesi degli interventi fin qui fatti, ma anche idealità nuove da mettere in campo; professionisti da riconoscere nel loro ruolo, ma anche nuove professionalità da far emergere: si attende questo, sabato 19 giugno presso il Domina Hotel di Roma (via Siderno, 37 – Statuario), per l’evento “Roma città reciproca” promosso e organizzato dalla Comunità di Capodarco di Roma che invita ad una riflessione comune le più importanti realtà del mondo cattolico impegnate nel sociale.
Sant’Egidio, la Compagnia delle Opere e la Caritas, il Borgo ragazzi Don Bosco e le Fondazione Di Liegro, Don Gnocchi, Don Orione, ma anche tanti operatori sociali, amministratori locali, esperti di sanità e riabilitazione, disabili di ogni ordine e grado non faranno mancare la loro presenza a questo che vuole essere, nell’idea dei promotori, un momento di confronto su problematiche comuni, ma anche un vero e proprio laboratorio di nuove risposte sociali: “Il lavorare sulla strada, sporcandosi le mani, è – si legge sull’invito - la risposta ispirata dal Vangelo che ha esortato a creare comunione tra tutti, nel rispetto di ognuno”. Quello che si vuole è infatti arrivare a settembre con una piattaforma comune di lavoro e di proposta. “La città di Roma – si legge infatti nell’invito firmato don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco di Roma – ha affrontato da sempre, lungo i secoli, quanto era utile perché la convivenza dei suoi abitanti fosse a dimensione umana, alleviandone i disagi. Oggi la grande metropoli presenta problemi antichi, come la povertà, la solitudine, la malattia, la disabilità, ma anche nuove forme di criticità quali l’immigrazione, l’età anziana, il disagio giovanile, l’irregolarità, la difficoltà di integrazione sociale”.
“Roma Città Reciproca – continua e conclude l’invito – rappresenta la volontà di dialogo tra forze significative del volontariato e del Terzo settore che si occupano, quotidianamente, dei problemi delle persone, senza distinzioni di salute, razza, ceto e religione. Il dialogo serve innanzitutto per interagire tra i vari ambiti di intervento, così che l’azione complessiva risulti efficace e pertinente. Serve inoltre a porre alle Istituzioni, ai cittadini benestanti e all’opinione pubblica, i problemi che emergono, accompagnati da possibili soluzioni. Il lavorare sulla strada, sporcandosi le mani, è la risposta ispirata dal Vangelo che ha esortato a creare comunione tra tutti, nel rispetto di ognuno”. (eb)