Fermo, la prima “città contro il dolore” delle Marche
12/03/2010 - FERMO – Fermo è la prima “città contro il dolore” delle Marche. E’ stata infatti inaugurata nel capoluogo di provincia la prima sezione regionale della Fondazione Isal (Istituto di ricerca e formazione in scienza algologiche), ente che ha l’obiettivo di indirizzare alla cura le persone colpite dal dolore cronico. L’iniziativa è stata presentata oggi, 12 marzo, presso la prefettura della città, presenti tra gli altri l’arcivescovo mons. Luigi Conti, il prefetto Emilia Zarrilli, il presidente della fondazione Isal, Enrico Biondi, la vicepresidente Anna Maria Calcagni e il segretario della fondazione, Giuseppe Ciliberto.
I cittadini del territorio avranno a disposizione, da subito, un call center (327.9594933) gestito da volontari che risponderanno dal lunedì al venerdì, dalle 15 alle 18 dando indicazioni sui centri di trattamento più vicini. Ma questa è solo la prima iniziativa. L’obiettivo del progetto “Cento città contro il dolore”, lanciato nel 2009 dalla Fondazione Isal con il patrocinio del Senato e del ministero della Salute, è la creazione di una rete capillare di sostegno e cura. “Il dolore cronico – spiega il dottor Ciliberto – è ancora trascurato, non è considerato una malattia, ancora in molti ospedali non rappresenta nemmeno un parametro da monitorare. Questo perché vi è timore dogmatico nell’uso degli oppioidi, con pregiudizi e inadeguata conoscenza dell’efficacia e degli effetti collaterali. Inoltre è ancora scarsa la distribuzione sul territorio nazionale di centri di Terapia del dolore. Ma qualcosa sta cambiando, e questo è il motivo del nostro impegno per contribuire ad accelerare il processo”. Il segretario della fondazione si riferisce anche alla recente legge sulle cure palliative approvata il 9 marzo scorso. Questo comporterà uno stanziamento di 100 milioni di euro, distribuiti tra le regioni, che dovrebbe dare un grande impulso alla costituzione della rete di cura.
Il problema del dolore cronico infatti merita una grande attenzione. Secondo i dati dell’Oms sono circa 15 milioni gli italiani che giornalmente si trovano ad affrontarlo. E non si tratta solo di una questione umana ma anche economica: il dolore costa all’economia nazionale 3 milioni di ore lavorative e oltre 3 milioni di euro in farmaci e prestazioni. Isal è impegnata su questo fronte dal 1993. Da allora ha contribuito alla formazione di 450 medici ed ha promosso seminari e corsi di perfezionamento. Attorno ad essa si è costituita la classe dirigente del Paese nel campo della terapia del dolore. La Fondazione Isal, invece, è nata nel 2007, con l’obiettivo di sensibilizzare ed informare sul tema del dolore, sostenere le iniziative sanitarie, favorire la formazione, raccogliere fondi per la ricerca.
Pieno appoggio al nuovo ente è stato espresso sia dal prefetto che dall'Arcivescovo di Fermo, entrambi “soci onorari fondatori”. La Zarrilli ha citato al riguardo l’Art. 32 della Costituzione che sancisce il dovere di garantire la tutela e l’assistenza ai malati e il diritto alla salute di tutti i cittadini; Monsignor Conti della necessità di garantire sostegno, dignità e speranza ai malati. Ora le iniziative della nascente Onlus proseguiranno, a breve, con un convegno sul dolore e vari incontri diretti con i sindaci delle principali città del territorio per ottenere nuove adesioni. (glc)