Famiglia Cristiana: Laura Boldrini “italiano dell’anno”
07/01/2010 - MILANO - Famiglia Cristiana dedica la copertina del primo numero del 2010 a Laura Boldrini, portavoce per l’Italia dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati, dando a lei il suo primo riconoscimento speciale di "italiano dell'anno". "Intendiamo spendere l’autorevolezza del giornale a servizio di una causa - scrive il direttore del settimanale don Antonio Sciortino - che non consiste semplicemente nell’individuare un nome, cui assegnare l’ambito titolo di Personaggio dell’anno. Ma richiamare, piuttosto, l’attenzione dell’opinione pubblica su temi di grande rilevanza e attualità, tramite il volto, la storia e l’impegno di chi, anno per anno, verrà indicato dalla Direzione e dai giornalisti di Famiglia Cristiana".
La scelta di Laura Boldrini è stata fatta “all’unanimità” dalla redazione, che nella motivazione ha sottolineato "il costante impegno, svolto con umanità ed equilibrio, a favore di migranti, rifugiati e richiedenti asilo. E, soprattutto, la dignità e la fermezza mostrate nel condannare, l’estate dello scorso anno, i respingimenti degli immigrati nel Mediterraneo. Resistendo anche agli attacchi di chi voleva delegittimarla, definendola “estremista”". "L'augurio - conclude don Sciortino - è che la scelta della Boldrini contribuisca a far prevalere la via dei diritti e dell’uguaglianza di tutti gli uomini. Al di là del colore della pelle, della provenienza e del credo religioso. Appunto, la via dei valori e della civiltà".
“Non possiamo che convalidare la scelta di Famiglia Cristiana di assegnare il riconoscimento di “italiano dell’anno” a Laura Boldrini”, ha commentato don Vinicio Albanesi. Secondo il presidente della Comunità di Capodarco, “essa mette insieme tre volti: prima di tutto quello degli immigrati e dei richiedenti asilo; poi quello dell’Onu; infine quello di chi si impegna quotidianamente per far emergere temi drammatici all’attenzione dell’opinione pubblica. Questa scelta significa allargare l’orizzonte della propria presenza non soltanto in termini commerciali o di conoscenze, ma anche attraverso le storie umane, che sono la fonte e l’origine di ogni relazione”.
“Recentemente nella nostra comunità – ricorda ancora don Albanesi – il presidente della Camera Gianfranco Fini e gli onorevoli Pierferdinando Casini e Giuseppe Pisanu hanno stretto insieme con noi il “Patto di Capodarco” per l’integrazione degli stranieri: come si chiedono doveri a chi interviene nel nostro paese, così è giusto garantire pieni diritti. Ora la scelta di Famiglia Cristiana è un altro segnale autorevole di un modo di affrontare il fenomeno dell’immigrazione che cammina al passo della globalizzazione”.