H O M E   STORIA ORGANIZZAZIONE COMUNITA' EVENTI NOTIZIARIO DOCUMENTI PUBBLICAZIONI  
 
     
   
 
     









Ricerca avanzata



La Guida? "Un rimedio contro il disturbo bipolare dell’informazione”

17/12/2009 - ROMA – “Un potente richiamo alla realtà dei fatti, in un momento storico in cui viviamo in una sorta di fiction permanente”: così Walter Dondi, consigliere delegato della fondazione Unipolis, ha definito la Guida per l’informazione sociale 2009 edita da Redattore Sociale, di cui la fondazione è partner sostenitore. La Guida, giunta alla sesta edizione, dopo essere stata distribuita a fine novembre ai partecipanti al seminario per giornalisti organizzato a Capodarco da Redattore Sociale, è stata presentata oggi ufficialmente a Roma, presso la sede della Federazione nazionale stampa italiana, alla presenza di giornalisti e rappresentanti dell’associazionismo e delle istituzioni. “Questa Guida – ha detto ancor Dondi – testimonia che l’Italia non è quella che ci viene proposta dalla maggior parte dei mezzi d’informazione – ha detto – ma è un’Italia fatta, per esempio, anche da tante associazioni che andrebbero sostenute, ma che invece non riescono ad ottenere neanche i contributi derivanti dal 5 per 1.000”.

Ma la Guida è anche uno strumento utile per orientare le politiche e, soprattutto, “per creare un partenariato tra gli operatori del settore pubblico e del privato sociale, senza deresponsabilizzazioni da parte dell’uno o dell’altro. – ha detto Claudio Cecchini, assessore alle Politiche sociali della provincia di Roma - In un tempo in cui si accentuano le crisi, le povertà e gli egoismi, è importante per noi avere la capacità di fare una cultura sociale e politica, nonché una corretta informazione, così da alleare la pubblica opinione, troppo spesso mal informata”.

Infine, la guida è uno strumento utile per “curare il disturbo bipolare del nostro sistema d’informazione, che alterna momenti di distrazione a momenti di ossessione sulle questioni sociali – ha detto Marino Sinibaldi, direttore di RadioTre – Le 13 macroaree della Guida sono regolarmente marginali e irregolarmente centrali, con delle fiammate di attenzione che non fanno che riprodurre la distrazione successiva. La quotidianità di Redattore Sociale è un antidoto a questo disturbo; questo volume indica la possibilità di un’altra cultura della comunicazione. Il metodo è quello della non rimozione: on si rimuove nulla nessun dato, nessun linguaggio. L’effetto è il recupero della dimensione spaziale e temprale, il ridimensionamento, la profondità”.

Raffaele Tangorra, direttore Generale per l'inclusione e i diritti sociali al ministero del Welfare, ha definito la Guida per l’informazione sociale “una cassetta degli attrezzi per chi si occupa di sociale”: “Se riusciremo, come Direzione, a replicarla sul piano delle politiche, avremo fatto un buon lavoro”. Tangorra ha poi indicato due direzioni di miglioramento: “innanzitutto, una maggiore attenzione al divario Nord-Sud, evidenziato anche dagli ultimi dati Istat sulla spesa pubblica: questo divario è presente solo nel capitolo della Guida dedicato alla povertà, mentre dovrebbe essere evidenziato in ogni categoria”. Un suggerimento di cui “terremo conto il prossimo anno”, ha assicurato il direttore responsabile di Redattore Sociale, Stefano Trasatti.

Non è rimasto soddisfatto, poi, Tangorra, dal capitolo relativo alla Social Card: “in questo caso, anche Redattore Sociale è stato ‘difficile preda’ delle polemica pretestuosa contro il governo: a un’iniziativa importante come la Social Card è stata dedicata meno di una pagina, peraltro interamente dedicata alle critiche mosse da una associazione: ci sono numeri sbagliati, costi sbagliati. Ci vorrebbe un maggiore approfondimento”. Una proposta subito raccolta da Stefano Trasatti, che su questo punto ha invitato Tangorra a “collaborare presto per un’analisi più approfondita e un bilancio della Social Card un anno dopo la sua sperimentazione, sulla base di dati ufficiali”. A concludere i lavori, don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, che ha auspicato che “la Guida diventi non soltanto una raccolta di dati, ma anche uno strumento per esprimere la nostra sensazione vissuta su certi fenomeni sociali: le comunità come la nostra sono cani randagi: annusano l’aria e intuiscono prima cosa sta per accadere”.

Per maggiori informazioni: http://www.redattoresociale.it/guidasociale.aspx

 
     

 

 

 

 
   
     
     
Torna all'inizio Invia questa notizia ad un amico