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ASSOCIAZIONE "L'AQUILONE" - ONLUS
 










Sede
Via Vitruvio, 60
04023 Forimia LT
tel 0771.269543
fax 0771.23496
E.mail: info@associazionelaquilone.it
Sito: www.associazionelaquilone.it

Sede operativa
via A.da Farano snc.
04023 Formia LT

Presidente
Salvatore Gentile

Coordinatore
Italo Liberace

 

 


La storia
L'Associazione affonda le sue radici storiche e di idealità nell'esperienza di impegno sociale a favore degli “ultimi” della Comunità Cristiana di Base di Formia negli anni '70.
Nasce per dare una risposta al disagio di tante famiglie che si sono trovate a dover affrontare l'aspetto sociale del problema dei loro figli, privi di spazi sociali in cui vivere, confrontarsi e crescere, con l'unica alternativa di una progressiva ed inesorabile chiusura all'interno del contesto familiare.
L'esperienza, attraverso l'impegno di un gruppo spontaneo di studenti in psicologia, in collaborazione con psicologi e familiari di persone con disagio psico-fisico ed in difficoltà, si è andato via via caratterizzando per l'impegno rivolto al mondo complicato e sofferto del disagio psico-fisico.
Agli inizi degli anni '80 il gruppo di psicologi e di studenti in psicologia, di fronte alle richieste pressanti delle famiglie, incomincia ad elaborare un programma di intervento psico-socio-pedagogico. Il problema più impellente era rappresentato dalla mancanza sul territorio di Formia di ogni spazio di socializzazione. L'obiettivo primario è stato, quindi, quello di stimolare la socializzazione, l'apertura all'“altro”, la costruzione di nuovi rapporti, la partecipazione attiva alla realtà esterna con una riappropriazione della propria soggettività, individualità ed autonomia.
Fino al 1988 il programma è stato articolato in una serie di incontri pomeridiani con momenti di animazione, di gioco, di socializzazione. L'esperienza si è andata caratterizzando sempre più come Casa-Famiglia e Centro Diurno, spazio di aggregazione autogestito. Si organizzano gite, partite di calcetto, soggiorni estivi; si trascorrono insieme compleanni, onomastici, giorni di festa durante il Natale e la Pasqua.
Nascono i primi laboratori occupazionali in cui i ragazzi si attivano cimentandosi in lavori di ricamo, di cucito, di pittura su stoffa e su vetro: si permette loro in tal modo di esprimere e verificare le loro capacità e potenzialità pratico-costruttive.
Nel febbraio del 1993 nasce l'Associazione di Volontariato “L'Aquilone” della quale sono soci gli stessi ragazzi, i loro genitori e familiari, il gruppo di psicologi e studenti in psicologia che sin dall'inizio hanno lavorato con loro ed altre persone che durante il cammino si sono rese disponibili.
Nel novembre del 1993 l'Associazione si trasferisce in un villino situato in Via Contrada Farano, con spazi più ampi e con la presenza di un appezzamento di terreno intorno al villino.
Nel 1995 l'associazione riceve un encomio dall'Amministrazione Comunale di Formia ed ottiene, dall'Assessorato alle Politiche per la Qualità della Vita della Regione Lazio, l'autorizzazione allo svolgimento delle proprie attività di “Casa Famiglia” e di “Centro Diurno”.
Dal 1996, l'Associazione, collabora fattivamente con “Las Quetzalitas”, progetto di Cooperazione Internazionale con le ragazze ed i ragazzi di strada del Guatemala.
Dal 1996 al 2000 ha collaborato nella gestione della Bottega del Mondo “Villaggio Globale” di Formia impegnata nel progetto di Cooperazione internazionale denominato “Commercio equo e solidale”. Dalla collaborazione è scaturito l'impegno per la realizzazione di un laboratorio occupazionale aperto ad alcuni disabili della Comunità. Nel corso degli anni sono stati organizzate iniziative pubbliche come mostre, raduni e convegni.
Attualmente l'attività dell'Associazione si concretizza ancora nell'organizzazione e nella gestione di una Comunità Alloggio e di un Centro Diurno come luogo di accoglienza e di inserimento sociale di giovani e adulti con disabilità psico-fisica e/o con disagio sociale (L.104/92, LR. 38/96 L. 328/2000).
L'ultima scommessa che l'Associazione sta vivendo è circa il problema del “Dopo di Noi”. Condividendo l'idea con altre tredici associazioni del Lazio, dopo quasi due anni di preparativi, nel 2004 è stata costituita la “Fondazione Prima del Dopo Capodarco–ONLUS”. La Fondazione è lo strumento con cui le famiglie e le loro associazioni, insieme alla Comunità di Capodarco di Roma, promuovono, a livello regionale, iniziative intese a garantire al disabile la maggiore autonomia possibile e la migliore capacità d'integrazione sociale nella prospettiva di quando i familiari non ci saranno più, nella prospettiva del “Dopo di Noi”.

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Idealità
Nel corso degli anni si è fatto via via presente un concetto fondamentale che è alla base dell'attività dell'Associazione: il concetto di “crescita comune”. La crescita dei soci (siano esse ragazze e ragazzi, familiari ed operatori) ha comportato e comporta nel tempo una sempre più necessaria ridefinizione degli spazi e delle attività.
La filosofia che sta alla base dell'esperienza e che alimenta tutto il lavoro degli operatori e dei volontari si può esprimere con il concetto “rogersiano” che dice che l'individuo ha la capacità intrinseca perché possa sviluppare una vita equilibrata e perché possa vivere nella libertà e nell'autonomia (autorealizzazione). L'ambiente spesso blocca e reprime tale capacità. Il compito degli operatori deve essere quello di creare uno spazio di accettazione e di fiducia perché la persona disabile possa riscoprire la gioia di vivere senza timori e con grande ottimismo.
In questo compito particolare gli operatori della Comunità Alloggio e del Centro Diurno sono guidati da tre caratteristiche fondamentali che sono alla base della “Terapia Centrata sulla Persona” di Carl Rogers e che ho voluto fortemente come fondamento del loro servizio:
•  “l'empatia”, cioè “la sincerità e la capacità di mettersi in sintonia” con l'altro, perché l'altro possa verbalizzare sempre di più se stesso, le proprie situazioni e tutto quello che fa, in un clima di grande fiducia.
•  “l'accettazione completa e incondizionatamente positiva dell'altro”, senza giudicare, senza porre riserve, senza dare valutazioni;
•  “la capacità di partecipare con grande sensibilità e di comprendere profondamente i problemi dell'altro”.
Si tratta di amare realmente l'altro di un amore condiviso, partecipato, solidarizzato; di entrare nel suo mondo, nei suoi problemi, nelle sue necessità, nei suoi bisogni, per un cammino comune di liberazione. Naturalmente cercando di non perdere la propria identità e di non perdersi.
Si tratta di “percepire” il quadro di riferimento interno di un'altra persona con esattezza e con le componenti emozionali ed i significati che vi si collegano, come se si fosse l'altra persona, ma senza mai perdere la condizione del “come se”.
Il servizio degli operatori diventa così un servizio di “fede”: fede nella persona umana e nelle sue possibilità di superare se stesso e di creare continuamente un nuovo futuro.
Per essere fedeli a questo cammino ed a questo servizio gli operatori sono invitati a vivere tre valori fondamentali:
•  L' “Utopia”, cioè la disponibilità totale per un nuovo modo di vivere il Sociale e l'Umano;
•  la “Relatività”, cioè la coscienza che nessuna realizzazione storica può essere considerata il fine ultimo;
• l' “Apertura”, cioè la consapevolezza che la persona umana è un compito da realizzare continuamente, con impegno rivolto all'oggi, guardando all'avvenire con un senso di grande speranza.

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Servizi
La “Comunità alloggio per disabili” ha una capacità fino a otto unità e accoglie soggetti con disagio psico-fisico-sociale stabilizzato, sia non autosufficienti che con recuperabili capacità di autonomia. Essa non rappresenta una soluzione abitativa definitiva per cui sono previsti inserimenti anche a tempo determinato o addirittura in alcuni giorni della settimana nel caso di collaborazioni familiari o in preparazione del progetto del “ Dopo di Noi ”.
Il“ Centro Diurno ” è una struttura polivalente, di sostegno, di socializzazione, di aggregazione e di recupero rivolta alle persone disabili e ai soggetti a rischio di emarginazione e di disadattamento sociale. Gli ospiti nel “Centro Diurno” vengono accolti per svolgere specifici e personalizzati progetti pedagogico-terapeutico-riabilitativi. In esso si svolgono attività mirate all'orientamento, alla formazione professionale ed a favorire processi comunicativi ed espressivi, per il recupero e mantenimento di competenze individuali, relazionali e pratiche.

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Comunità