Educazione allo sviluppo

Nella filosofia generale di Capodarco l’educazione allo sviluppo si inserisce come elemento imprescindibile del proprio operato e della propria vision, dal momento che lo sviluppo viene concepito come crescita inter-dipendente e la cooperazione come azione reciproca e consapevole di cambiamento.

L’impegno di Capodarco nel settore, iniziato nel lontano 1996 con un campo di lavoro internazionale nelle Marche, si concretizza oggi in azioni destinate non solo all’usuale beneficiario, le scuole, ma anche a gruppi informali, associazioni, gruppi di giovani in contesto extra-scolastico, società civile e adulti.

In questa prospettiva educativa allargata sono state realizzate, nel corso degli anni, iniziative pubbliche, campagne di sensibilizzazione e progetti di vario genere, tesi a stimolare e moltiplicare le persone impegnate nella solidarietà internazionale. Tra i principali si segnalano:

  •  la campagna  “condizione dell’ infanzia, ragazzi di strada e lavoro minorile” del 1997 , finanziata dal Ministero degli Affari Esteri
  • il progetto “nuovi rapporti nord-sud” e “globalizzazione dei popoli” del 1996
  • la creazione di un osservatorio su mass-media e cooperazione internazionale nel 1996

Sono stati inoltre realizzati campi di formazione e di scambio interculturale atti a valorizzare la dimensione esperienziale come fonte di trasformazione di pensiero e di comportamento. Da segnalare in proposito il progetto Pachacutik del 2000 che ha permesso l’incontro, prima in Italia e poi in Brasile, di gruppi di svariate centinaia di giovani di nord e sud del mondo;

Sono stati inoltre poste in essere iniziative di educazione e di sensibilizzazione sul territorio, attuate con modalità dinamiche e partecipative, come i laboratori di educazione alla mondialità realizzati in oltre 15 scuole di Roma e le attività modulari di formazione per animatori dell’ intercultura, portati avanti durante la realizzazione del programma triennale, cofinanziato dall’Unione Europea, “capacity building project”, svoltosi dal 2000 al 2003.

Infine le mostre itineranti come l’esibizione del 1997 “Il Nero del bianco” avente come tema l’immagine occidentale dei “neri” o la rassegna del 2002 “Guatemala dulcamaro” ,  che fotografa, in 50 immagini, la devastata realtà dei ragazzi di strada e dei minori in condizioni di estremo disagio in Guatemala.

Si segnala infine che la Comunità Internazionale di Capodarco ha ottenuto l’idoneità per l’EaS (Educazione allo sviluppo) dal Ministero degli Affari Esteri con d.m. 2003/337/001318 del 26.03.2003.