Logopedia e Neuropsicomotricità


Si effettuano le seguenti valutazioni e consulenze mediche:

Valutazioni per definizione della diagnosi

Valutazioni psicologiche

Valutazioni cognitive (Leiter-R; WPPSI; WISC-IV)

Presa in carico dall’équipe riabilitativa specializzata – Neuropsichiatra infantile, Psicologa, Logopedista, Neuropsicomotricista, Ortottista – per prestazioni riguardanti le seguenti aree:

  • Ritardo o disturbo di linguaggio
  • Disturbo fonetico fonologico
  • Disturbo dell’articolazione
  • Deglutizione atipica
  • Disfonia dell’adulto e del bambino
  • Disturbi della fluenza (balbuzie)
  • Disturbi dell’apprendimento scolastico
  • Disturbi da deficit dell’attenzione e della memoria
  • Disgrafia
  • Disprassia
  • Ritardo psicomotorio
  • Difficoltà visive e percettive

Si effettuano in itinere certificazioni per Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA) – dislessia, disortografia e discalculia  (Legge n. 170 del 8 ottobre 2010) c/o UMEE – Comunità di Capodarco di Fermo.

La nostra équipe

D.ssa Valentina Koxha – Direttore Sanitario,  Medico Specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione

  • D.ssa Laura Gidiucci – Psicologa
  • D.ssa Claudia Lettini – Logopedista
  • D.ssa Giorgia Pezzola – Logopedista
  • D.ssa Doriana Massimi – Neuropsicomotricista
  • D.ssa Serena Nucci – Neuropsicomotricista
  • D.ssa Serena Occhiodoro – Ortottista

Deglutizione atipica

Si tratta del permanere della deglutizione di tipo infantile e l’assenza del fisiologico passaggio alla deglutizione adulta.

Questo cambiamento, solitamente del tutto naturale nella fase dello svezzamento, avviene cambiando la consistenza degli alimenti. Quando ciò non accade, il bambino tende a posizionare la lingua tra i denti durante l’atto deglutitorio con possibili ripercussioni nella pronuncia dei suoni e/o a livello ortodontico.

Le cause più comuni sono: succhiamento del dito; uso prolungato del ciuccio o biberon; respirazione orale; alimentazione errata.

Valutazione e trattamento

Nella valutazione logopedica è importante effettuare un esame della tonicità e motilità dei muscoli e un esame fonetico per l’articolazione dei suoni.
Il trattamento è diretto a acquisire/ripristinare una deglutizione fisiologica adulta, aumentare o diminuire il tono muscolare. È importante che il trattamento logopedico sia associato a un intervento ortodontico per correggere la deglutizione in modo efficace e permanente.

Disfonia dell’adulto e del bambino

La disfonia consiste nella difficoltà nel produrre una voce “normale”: è un disturbo che va dalla raucedine fino all’afonia.

Eziologia e sintomatologia

Spesso una disfonia può essere causata da processi infiammatori acuti (come le laringiti) o da traumi sulle corde vocali stesse dovuti a sforzi eccessivi ed improvvisi (urlo).

Le cause più comuni sono:

  • uso intenso della voce (particolari categorie a rischio come insegnanti, persone a contatto con il pubblico);
  • errata impostazione della voce;
  • presenza continua di fattori infiammatori (quali fumo, alcool, reflusso gastro-esofageo) che possono provocare disfonia in seguito alla formazione di noduli o polipi (formazioni benigne che insorgono sul punto di maggiore stress formando come dei “calli” sulle corde vocali). Se compaiono abbassamento di voce immotivato, voce che diventa roca, un mal di gola cronico (oltre le due settimane), difficoltà a deglutire associata ad alterazioni del timbro di voce, difficoltà a emettere suoni e dolore irradiato verso l’orecchio, gonfiore sul collo, occorre rivolgersi a un medico specialista (otorinolaringoiatra/foniatra) che valuterà la terapia da effettuare (farmacologica e/o logopedica).

Il logopedista può aiutare il paziente a:

  • correggere le abitudini viziate
  • impostare la giusta respirazione
  • acquisire il corretto modo di parlare
  • liberarsi delle limitazioni imposte dalle lesioni alle corde.

Disgrafia

La disgrafia è un disturbo specifico dell’apprendimento, in assenza di deficit intellettivi e neurologici, che incide sulle funzioni fondamentali della scrittura: scarsa leggibilità, lentezza, disorganizzazione delle forme e degli spazi grafici, scarso controllo del gesto grafico, difficoltà nell’atto di scrivere  in presenza di dolori muscolari. La scrittura può risultare illeggibile sia a un lettore esterno che al bambino stesso.

Trattamento: La riabilitazione del gesto grafico e dell’assetto posturale implicato nella scrittura viene effettuata secondo un approccio cognitivo e multisensoriale.

Disprassia 

Disturbo generalmente incluso tra i Disturbi della coordinazione motoria.

Le prestazioni in compiti di coordinazione motoria, fini o grosso motori, sono significativamente al di sotto del livello atteso rispetto all’età e allo sviluppo intellettivo. Il bambino disprassico presenta difficoltà nella gestione dei movimenti comunemente utilizzati nelle attività quotidiane (ad esempio vestirsi, svestirsi, allacciarsi le scarpe) e inoltre è deficitaria la capacità di compiere abilità manuali e abilità gestuali a contenuto prevalentemente simbolico.

Trattamento: l’intervento viene attuato seguendo il protocollo di valutazione e terapeutico delineato dall’AIDEE (Associazione Italiana Disprassia Età Evolutiva). Terapia Prompt

Disturbi dell’apprendimento scolastico

È stato studiato un training riabilitativo specifico, stilato in base ai protocolli diagnostici e riabilitativi sviluppati dal Prof. Francesco Benso – insegnante di Psicobiologia (Neuroscienze) presso il Corso di Laurea di Scienze e Tecniche Psicologiche dell’Università di Genova – con valutazione neuropsicologica cognitiva funzionale (linguaggio, lettura, scrittura, calcolo e funzioni esecutive).

Il Centro di Riabilitazione della Comunità di Capodarco ha iniziato nel 2010 una collaborazione con la dottoressa Federica Mazzoli, collaboratrice del Prof. Benso. L’équipe effettua una formazione continua attraverso la supervisione periodica che prevede l’aggiornamento continuo dei test e la discussione di casi clinici.

I risultati di ricerche sul funzionamento del cervello dimostrano che l’allenamento della memoria, dell’attenzione e delle altre funzioni esecutive migliora le prestazioni scolastiche dei bambini affetti da difficoltà dell’apprendimento.

Dalla valutazione specifica delle funzioni esecutive, vengono identificate le aree di debolezza e il tipo di intervento riabilitativo, che si articola nelle seguenti fasi:

1) programmazione dell’intervento: consiste in una serie di esercizi che il terapista presenta e spiega al genitore da fare ogni giorno a casa con il bambino;
2) controllo dell’andamento del training: ogni settimana il terapista controlla il lavoro svolto a casa ed effettua la terapia sui moduli (linguaggio, lettura, scrittura e calcolo);
3) verifica finale: alla fine dei sei mesi di training vengono effettuati nuovamente i test;
4) conclusioni: incontro con il medico per il bilancio clinico e indicazioni, ove necessario, per un ulteriore progetto riabilitativo.

Disturbo dell’articolazione

disturbi dell’articolazione sono normali nel bambino che impara a parlare, ma in certi casi possono permanere anche oltre il periodo dell’apprendimento e persino nell’età adulta.

Le cause dei disturbi dell’articolazione del linguaggio sono numerosissime e della più diversa natura.

Alcune persone hanno un difetto di pronuncia relativamente a qualche consonante per una malformazione congenita o per una malattia vera e propria degli organi periferici del linguaggio: labbra, lingua, palato, arcate dentarie ecc.

Altre hanno un difetto di pronuncia per difficoltà o impossibilità di pronunciare correttamente qualche suono, pur senza alcuna alterazione anatomica degli organi periferici del linguaggio o alcun deficit dell’udito. Ad esempio l’uso prolungato del ciuccio o del biberon o, in età successiva, abitudini quali il succhiarsi il pollice, mangiarsi le unghie, ecc. possono portare a uno scorretto posizionamento della lingua, organo deputato insieme ad altri all’articolazione dei suoni.

L’intervento tempestivo è importante. I risultati, infatti, sono migliori nei bambini rispetto agli adulti, nei quali gli atteggiamenti sbagliati sono più difficili da eliminare.

Disturbo fonetico-fonologico

È un disturbo di linguaggio che implica la difficoltà o incapacità di produrre  suoni linguistici e scegliere in modo adeguato i suoni che costituiscono la parola. Per esempio, possono essere presenti  sostituzioni di alcune lettere  (ad esempio, dire “mazza” per “tazza” o “das” per “gas”, “tatto per gatto” ecc).

Un altro errore frequente  è la semplificazione dei gruppi consonantici, quindi diranno “cappa per scarpa”, “cuola per scuola” e così via…

Quando i bambini nel loro discorso fanno sia sostituzioni di lettere che semplificazioni di gruppi consonantici è più difficile per l’ascoltatore capire ciò che dicono, per questo motivo un intervento di riabilitazione logopedica è indispensabile per non compromettere la socializzazione con i coetanei che – non comprendendo il linguaggio – potrebbero estrometterlo dal gruppo di gioco.

Ritardo o disturbo di linguaggio

Il ritardo o disturbo del linguaggio (DL) rappresenta una condizione frequente in età prescolare ed è generalmente considerato un disturbo transitorio dello sviluppo a prognosi favorevole.

I disturbi di linguaggio rappresentano, in particolare, i disturbi neuropsichici ad emergenza più frequente tra i 2 e 6 anni.

La definizione di ritardo o disturbo del linguaggio in età evolutiva è utilizzata per descrivere quadri clinici molto eterogenei, in cui le difficoltà linguistiche possono manifestarsi in associazione con altre condizioni patologiche (deficit neuromotori, sensoriali, cognitivi e relazionali) o isolatamente.
Nel primo caso si parla di disturbi del linguaggio secondari (o associati al disordine primario), mentre nel secondo caso si definiscono “Disturbi specifici del linguaggio” (DSL) i ritardi o disordini del linguaggio “ relativamente puri”, in cui non sono identificabili fattori causali noti.

Riprendendo la classificazione dell’ICD 10 (International Classification of Diseases – 10 edizione redatta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) le principali manifestazione possono essere in sintesi descritte:

  • Disturbo specifico dell’articolazione e dell’eloquio
  • Disturbo del linguaggio espressivo
  • Disturbo della comprensione del linguaggio

Cosa fare?

L’età di tre anni costituisce una sorta di spartiacque tra i bambini cosiddetti “parlatori tardivi” e i bambini con un probabile disturbo specifico di linguaggio. La presenza di una produzione ancora non adeguata a questa età dovrà necessariamente essere valutata da un’attenta visita medico specialistica.

Non conviene, infatti, aspettare nella speranza che il disturbo si risolva da sé.

La consultazione di un logopedista aiuterà ad inquadrare ed affrontare un problema che non va sottovalutato in quanto può condizionare fortemente la vita di relazione e gli apprendimenti scolastici.

Ritardo psicomotorio 

Si intende con questo termine tutte quelle condizioni nelle quali si riscontra un ritardo nell’acquisizione delle normali tappe di sviluppo (per esempio: gattonare, camminare, salire le scale, correre, saltare, equilibrio ecc.).

Trattamento:
la terapia del Ritardo psicomotorio viene effettuata attraverso l’approccio psicomotorio con attività/giochi a mediazione corporea.